l'argomento è vecchio come la moto e non pensavo destasse ancora tanto interesse, tanto che avevo evitato d'intromettermi...
ma dopo aver letto quanto sopra forse posso essere utile a focalizzare le equivalenze
- il confronto tra i due sistemi fatto sulla sola cilindrata non basta a formarsi un'opinione corretta. nel campo ingegneristico il confronto viene fatto sul consumo specifico (misurato in gr/CV/h = grammi di carburante necessari a sviluppare un cavallo di potenza nell'unità di tempo di un'ora) mentre nei motobar verte ovviamente sulla potenza a parità di cilindrata.
se l'aspetto che v'interessa è quest'ultimo, all'attuale stato dell'arte il 2T ha un vantaggio potenziale del 40% (e non il 100%) circa sul 4T e ciò è dovuto principalmente alle perdite di carica fresca e alla incompleta fase di espansione tipiche del ciclo 2T - ove non assistito da sistemi valvolati come per i grossi diesel.
- assunto ciò, due sono i miti da sfatare, e adesso scatenerò un putiferio con anatemi da parte di qualcuno e perdita di certezze per qualcunaltro:



tra l'altro il 2T non soffre come il 4 nelle fasi di avviamento proprio perché parte già lubrificato e non si arrugginisce quando è fermo per parecchio tempo, per lo stesso motivo.
che io sappia, TUTTE le moto 2T che ho posseduto a partire dal 1973 sono ancora funzionanti mentre non posso dire lo stesso delle 4T!
il fatto che nell'esperienza pratica di chiunque ci sia un grippaggio o una rottura dipende essenzialmente dal fatto che il 2T necessita di aria assolutamente priva di polvere (visto che a differenza del 4T la miscela lambisce e lubrifica il manovellismo e il gruppo termico) e di olio in giusta quantità, qualità ed omogeneità di miscelazione - poi anche dal fatto che i 2T vanno più facilmente in mano a giovani smanettoni sconsiderati...
i motori endotermici a ciclo alternato più robusti e affidabili che esistono sono proprio dei 2T a ciclo diesel in applicazioni marittime (avete mai preso un traghetto? spesso sono 2T!) e terrestri. questi ultimi spesso raffreddati ad aria soprattutto se impiegati in climi estremamente freddi o caldi!!! quest'ultimo aspetto ancor più in sintonia all'assunto di Ferdinand Porsche sostenente che: "Quello che non c'è, non si rompe."