Prologo
Tutto nasce 72 ore prima della partenza, vibra il cellulare, un occhiata a whatsapp e vedo un nuovo gruppo intitolato "ponte 1° maggio" in cui si fantastica su una breve e veloce fuga di 3 giorni da qualche parte. In cuor mio so già che dovrò rinunciare, dovrò lavorare e per me le speranze di partecipazione sono prossime allo 0, ma la mattina successiva al lavoro si compie il miracolo: ferie accordate e quindi si prosegue con l'organizzazione!
I partecipanti del gruppo whatsapp, nonchè protagonisti del viaggetto: io-Davide (vfr800), Alberto (cbr1000), Michael (dorsoduro750) e Nicola(shiver750)
Decidiamo come meta il centro Italia, più precisamente la zona a cavallo tra Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio... insomma quelle località colpite ,ormai non più recentemente, dal forte sisma del 2016. Norcia, Arquata del Tronto, Amatrice, Visso ecc ecc. Tenda al seguito, itinerario organizzato alla Fantozzi e ci siamo. Ritrovo domenica 29/04 ore 6.00 al casello di Piacenza sud. io e Alberto arriveremo da Milano, Michael da Bergamo e Nicola da Brescia.
Domenica 29/04
La sveglia suona prestissimo, praticamente ancora devo rendermi conto di aver dormito ma va così. Alle 5.10 esco dal box e alle 5.30 sono a San Zenone all'area di servizio sull'A1 ad aspettare Alberto. Due chiacchiere e ripartiamo subito alla volta di Piacenza dove arriviamo con qualche minuto di ritardo (male!!!). Incontriamo i due apriliadotati e carichi come poche altre volte ci mettiamo subito in marcia. é presto e in giro non c'è nessuno come avevamo preventivato e la via Emilia scorre con estremo piacere, una passeggiata di salute fino a Bologna, pausa benzina e cominciamo a salire a passo allegro verso lo Chalet Raticosa. Sono da poco passate le 9 e in cima ci saranno almeno 50 moto, ma sta gente non ha di meglio da fare??? ahahahah caffè e via spediti verso la Futa dove il cielo comincia a diventare grigio ma non demordiamo, siamo fiduciosi, l'acqua non arriverà. Breve occhiata alla mappa e decidiamo che strada prendere per arrivare in Umbria.



Scenderemo a Firenze, superstrada fino a Siena (con pranzo veloce) , poi taglieremo verso est per Castiglione del lago, Perugia, Foligno dove lasceremo le strade principali (finalmente) per addentrarci in val nerina. Obiettivo di giornata: Castelluccio di Norcia. Ultimo rifornimento a pochi km da Visso dove notiamo un crocevia impressionante di moto e cominciamo a salire sull'altopiano quando veniamo bruscamente fermati da un cartello: a Castelsantangelo sul Nera la strada si interrompe, chiusa, niente da fare, ci tocca tornare indietro e salire passando da Norcia che raggiungiamo in poco tempo e dove notiamo le prime tracce del sisma, le mure della città sono ampiamente danneggiate ma questo è solo l'inizio, più andremo avanti e più la situazione, purtroppo, peggiorerà!





La strada questa volta si rivela percorribile e dopo qualche semaforo per dei lavori di messi in sicurezza riusciamo ad arrivare alla piana di Castelluccio, foto di rito mentre dal cielo cominciano a scendere le prime gocce di pioggia. Saliamo in paese e prima di spararci un panino (scarso) notiamo anche qui i danni del terremoto, ma questa volta rimango più colpito visto che ero passato di qui proprio pochi giorni prima del fattaccio 2 anni fà.
Ci sediamo per goderci un breve riposo e per far placare l'acqua che aveva cominciato ad essere torrenziale. Sono già le 18, discutiamo sul dove dormire e di comune accordo ripartiamo alla volta di Amatrice, cercheremo uno spiazzo per le tende dopo l'abitato, magari sulle rive del lago di Campotosto dato che dista a pochi km.
Scendiamo dalla piana per imboccare la ss4 ad Arquata del tronto e qui la situazione si fa drammatica, sembra sia appena finito un bombardamento... la strada che taglia le frazioni si snoda tra cumuli impressionanti di macerie... non bastano le parole per descrivere questa situazione :/
Lasciamo la statale, saliamo verso Amatrice ma siamo costretti a raggirare il centro del paese poiche interdetto ai mezzi a due ruote (perchè???), così ci fiondiamo subito sulla salita verso Campotosto dove arriviamo praticamente al crepuscolo. Nicola e Alberto devono fare benzina ma in quel che resta del centro abitato (danni anche qui) non risulta esserci niente, solo un piccolo prefabbricato adibito a bar/alimentare dove i pochi abitanti rimasti in paese si ritrovano cercando di rendere il più normale possibile una vita che è stata tremendamente sconvolta.



Giriamo e giriamo e alla fine decidiamo di accamparci in uno spiazzo a pochi metri dalla riva del lago dove avevamo notato la presenza di altre due tende. Volevamo chiedere il "permesso" ma non c'era nessuno, così ci siamo aggregati a loro. Cominciamo a smontare i bagagli e montare le tende in una situazione abbastanza complicata visto che la luce solare è ormai scomparsa ma alla fine ci riusciamo anche con l'aiuto di qualche imprecazione! Abbiamo fame però e mentre Michael farà di guardia al "campo base" noi andremo a piedi al bar a prendere qualcosa... Ci impieghiamo più di mezzora tra andata e ritorno e quando siamo quasi arrivati alle tende vediamo nel buio più totale delle torce che si aggirano intorno alle nostre moto!!! Ultimi metri fatti con velocità degna di medaglia olimpica e scopriamo che erano soltanto i proprietari delle altre due tende (4 persone), anche loro motociclisti, arrivati da Padova...
Stuzzichiamo quanto preso al bar e poi andiamo a dormire stanchi ma felici, sono quasi le 22 e abbiamo percorso ben oltre 700km, ci siamo meritati il riposo.
