Primo giorno:
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Sveglia alle 5 del mattino ed incontro con Fuochista500 all’Eni di Settimo Torinese.
Partiamo subito con direzione Como, fa piuttosto fresco, infatti mi sono vestito invernale anche se poi tale precauzione è risultata eccessiva comunque si sa, in moto è meglio avere caldo piuttosto che freddo.
Da Como percorriamo il lungo lago sulla sinistra godendoci il paesaggio anche se straconosciuto, quindi Chiavenna sino al passo del Maloja lungo la val Bregaglia.
Lungo l’Alta Engadina inizia la serie di laghi Sils, Silvaplana e Sankt Moritz, che percorriamo sotto uno stupendo cielo azzurro, sino a Zernez, dove imbocchiamo la Val Mustair scalando il passo del Fuorn per raggiungere Santa Maria.
Da quest’ultima località iniziamo l’ascesa verso il passo Umbrail oramai del tutto asfaltato, il panorama lungo la salita è davvero meraviglioso con la parte superiore del passo e le montagne circostanti ammantate dalla neve piuttosto abbondante caduta il mercoledì prima


Lassù mangiamo su una panchina qualche schifezza acquistata in un chioschetto, non prima di esserci resi conto che il versante verso l’Alto Adige è incomprensibilmente chiuso per ordine della provincia di Bolzano, infatti, oltre il mucchio di neve costituito per bloccare l’accesso, la discesa verso Trafoi appare perfettamente percorribile, e di questa situazione gli esercenti presenti sul passo ci comunicano di essere decisamente scocciati.
Dobbiamo quindi raggiungere Spondigna ripercorrendo l’Umbrail all’inverso, da qui a Merano c’è un traffico infernale con kilometri di macchine incolonnate e ferme che con le moto riusciamo a superare ma, ovviamente, a velocità molto ridotta.
Giunti a Merano, prima di recarci in albergo percorriamo l’anello del passi Palade, Brez e Castrin, peccato che un po’ di stanchezza non ci permette di apprezzare il percorso di questi valichi fatto di strade ben asfaltate e con un tracciato davvero divertente, il più famoso è il Palade ma, a mio parere, il Castrin è ancora meglio.
Discesa verso Merano, arrivo in albergo e poi cena in un buon ristorante, indicatoci dall’albergatore, che raggiungiamo dopo un quarto d’ora di camminata.
Secondo giorno:
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Per fortuna la superstrada per Bolzano e l’autostrada per Bressanone ci permettono di raggiungere velocemente la val Pusteria la quale, stranamente, non è particolarmente trafficata per cui il bivio per il passo Stalle arriva in fretta.
Come si sa, all’altezza del lago di Anterselva, dalla parte italiana il passo è a senso unico causa carreggiata molto stretta regolata da un semaforo che scandisce i tempi di percorrenza, si sale nel terzo quarto d’ora di ogni ora; alla scadenza dell’orario si sono intanto raggruppate, superando ovviamente tutte le automobili, un sacco di moto ed allo scoccare del verde (qualcuna anche prima) assistiamo ad una partenza di una gara di MotoGP.
In cima il paesaggio è davvero stupendo, cielo blu, neve e lago ed anche un bel fresco pungente


Al bivio per Lienz, anziché scendere svoltiamo a sinistra per raggiungere il passo Felbertauern alla cui cima c’è una galleria che porta a Mittersill; dovendo noi scendere verso sud percorriamo la stessa strada all’inverso per raggiungere Lienz.
Da qui trasferimento veloce sino a San Candido da cui iniziamo l’ascesa verso il passo di Monte Croce di Comelico, il percorso è bello ma la strada è davvero mal tenuta.
Prima di Auronzo ci concediamo ancora il passo di Sant’Antonio e poi direttamente giù verso Belluno dove pernottiamo.
Terzo giorno.
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Partenza alle 9 da Belluno con direzione il passo di San Boldo, non sarebbe nulla di che se non ci fosse un tratto di stretti tornanti fuori e dentro anguste gallerie, interessante, da vedere; scesi a valle, per spostarci verso la val Sugana non ci facciamo mancare il passo di Praderadego, lungo, stretto e sgarruppato ma con un bel panorama dal tratto in cresta, la discesa poi verso Conzago è ripidissima.
Abbastanza velocemente raggiungiamo Levico Terme dove, prima saliamo sul passo Compet poi verso il Redebus caratterizzato da una strada bella e piacevole.
Successivo tratto autostradale sino ad Avio e poi salita al passo di San Valentino dove ci fermiamo a mangiare (pessima idea) in una specie di rifugio dove prendiamo un piatto di canederli al burro fuso che mi tornano su ancora adesso


A parte questo da quel rifugio c’è una notevole vista dall’alto sul lago di Garda, ed il tatto fuori dalla foresta merita di essere visitato.
Da Riva del Garda, prima di giungere a Brescia non ci facciamo mancare il lago di Tenno ed i passo Ballino e Duron; il lago di Tenno è mezzo prosciugato mente i due passi, pur con altitudini modeste, sono tratti splendidi per la banda missiilistica.
Verso Brescia, il tratto in costa al lago d’Idro è un’agonia per la lentezza del traffico poi si viaggia abbastanza bene anche se a velocità modeste verso l’imbocco dell’autostrada per Torino, ed anche nei dintorni di Milano non subiamo rallentamenti.
Km percorsi 1.600.
Ringrazio il mio compagno di viaggio per la compagnia in quest’altra bellissima gita, sperando di ritagliare, prima della fine di ottobre, qualcos’altro di interessante.
foto:
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