Ecco il report di una gita in solitaria sui monti dei cantoni Bern, Unterwaldel, Schwyz, Appenzell.
Primo giorno:
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Parto da Torino alle 6,30 del mattino, e mi dirigo rapidamente ad Aosta dove salgo immerso in un piacevole fresco sino al passo del Gran San Bernardo, solita sosta al solito bar (brevissima per non perdere tempo se no si faceva tardi), e poi via verso Martigny e Bulle, naturalmente in autostrada ( per fortuna ho la vignette), perché nei fondovalle svizzeri procedere è una vera agonia


A Bulle inizio il viaggio immergendomi nel Naturpark di Gartrisch, piacevole sorpresa, la strada è bella e ben asfaltata, non c’è anima viva e me la godo appieno sino al Gurnigelpass da dove si apre un bel panorama sul lago di Thun.
La discesa verso quest’ultima località è davvero spettacolare

Tappa successiva il passo Schallenberg, bello pure questo solo un poco più trafficato e con centri abitati che limitano l’andatura comunque un bell’8 ai turisti ed anche ai missili (più che altro per il maggior traffico).
E’ la volta del Glaubenbielen e del Glaubenberg sovrastanti il lago Sarner, il primo lo prendo da Schupfheim, strada bella e ben tenuta ma non mi ha particolarmente entusiasmato tranne il panorama sul lago visto dall’alto, sul secondo, visto che il percorso mi portava più a sud, l’ho raggiunto solo da un lato e poi sono dovuto tornare indietro per raggiungere la base dell’Acherlipass dal quale sarei sceso a Beckenried luogo del pernotto.
Riguardo all’Acherli devo spendere due parole; sulla cartina il passo è indicato come strada difficoltosa, in effetti non è proprio il Mugello perchè è stretta, asfaltata si, ma a schiena d’asino per cui la velocità deve essere veramente ridotta, infatti, a percorrerlo, ci metto un sacco di tempo.
Arrivo all’albergo e, stranamente, non è tardi per cui, dopo aver sistemato me e la moto, grazie alle indicazioni della receptionist, tra l’altro favolosa come simpatia e come tutto il resto, e dopo un relax in camera, mi incammino per una passeggiata lungo il lago Statter in attesa dell’ora di cena.
Mangio presso l’albergo nel ristorante affacciato sul lago potendo così ammirare il fantastico tramonto che si riflette sull’acqua.
Secondo giorno:
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Sveglia e colazione presto, conto pagato (ovviamente salasso svizzero) decido, anziché raggiungere Schwyz circumnavigando il lago percorrendo quindi un sacco di kilometri, di attraversarlo con il battello che fa servizio tra Beckenried e Gersau risparmiando cos’ tempo e benzina e godendomi il panorama che si apre lungo il tragitto.
Da Gersau mi porto a Schwyz ed inizio la salita al primo passo della giornata: l’Ibergeregg, strada ottima tranne un km di sterrato per lavori e, salendo ottima vista sul lago Statter, consigliabile sia ai turisti che ai missili visto anche il poco traffico, almeno in settimana.
Discesa verso il lago Sihl con un ponte che lo attraversa nel mezzo e dove mi fermo per qualche foto.
Giunto al lago di Zurigo prendo un tratto di autostrada che mi porta poco prima di Wattwil nel cantone di St. Gallen.
Pochi kilometri ed inizio la salita verso il passo Krazeren che sarà il momento clou della giornata il quanto a Schwagalp, dopo leggera deviazione a destra dalla cima del passo si erge il monte Santis con relativa funivia che ti spara da 1300 mslm a 2500, naturalmente prendo la funivia stessa e, dall’alto mi godo un magnifico panorma su mezza Svizzera, comunque meglio si esprimano le foto.
Il passo Krazeren merita sicuramente il massimo dei voti sia per i turisti che per i missili, in questo periodo però è purtroppo un pò infestato da deiezioni dei bovini scesi a valle dalle malghe, per cui la prudenza è d’obbligo sia per non scivolare sia per non sporcare la moto, in ogni caso un paio di lievi sbandate con il pneumatico posteriore le ho subite.
Durante la discesa per Rapperswill valico ancora i passi Wasserflue e l’Hulftegg che sono piuttosto bassi ma le strade sono una favola, il primo è corto ma veloce e divertente anche se, turisticamente non ho notato nulla di speciale, il secondo, pur essendo basso, è parecchio frequentato dai motociclisti perché, pur non raggiungendo grandi altezze, presenta un percorso piuttosto lungo ricco di curve.
Raggiunta Rapperswill, breve tratto di autostrada sino a Lachen dove inizio il penultimo paso della giornata: il Sattelegg che mi porta, in una sorta di otto, nuovamente al lago Sihl, il colle merita, peccato che il cielo si sia velato, nulla di che, ma i colori della natura ne hanno patito così come è capitato con il successivo passo Raten, interessante sia per i panorami che per chi ama una guida più sportiva.
A questo punto non mi resta che raggiungere Lauterbrunnen per la notte ed a Zug prendo l’autostrada sino a Sachsein; per raggiungere Interlaken e quindi Lauterbrunnen occorre ancora valicare il Brunigpass, che come tracciato ed asfalto sarebbe il massimo per i missili, ma, essendo un transito tra Luzern ed Interlaken è davvero tanto trafficato, oltretutto alla velocità a cui procedono i bradipi svizzeri, ci metto una vita a percorrere quei pochi kilometri che mancano alla successiva pianura ed anche lì, con un limite di 80kmh fanno tanta fatica a tenere questa velocità.



Ringraziando il cielo riesco a raggiungere il bivio per Lauterbrunnen e qui le cose migliorano un poco, raggiungo l’albergo a velocità almeno decenti.
Mi sistemo in una camera dal cui terrazzo si vede una delle famose cascate che contraddistinguono la località.
Passeggiata e cena, non nell’albergo che è solo un bed & breakfast, ma in un ristorante nei pressi dove un po’ per la gentilezza della cameriera ed un po’ grazie allo smartphone che traduce in tedesco le mie richieste, mangio in modo semplice e soddisfacente.
Da sottolineare, all’imbrunire, la bellezza della cascata illuminata.
Terzo giorno
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Sveglia e colazione senza fretta e poi inizia la parte forse più bella della gita che, in realtà, non è motociclistica; dopo aver pagato uno sproposito come biglietto per gli impianti (con il senno di poi li valeva tutti) inizia l’ascesa in funivia verso Grutschalp dove salgo sul trenino per Murren; dall’alto inizia a vedersi lo splendido trittico dell’Eiger, del Monch e dello Jugfrau, è ancora mattina e qualche nube aleggia su questi monti comunque sperando che non aumentino sparo una mitragliata di foto.
Giunto a Murren, piccola cittadina ove sono vietati i mezzi a motore, percorro un tratto a piedi per raggiungere la partenza della funivia che mi porterà al Piz Gloria a Schilthorn a 3000 mslm.
Il cielo, intanto, si è aperto del tutto così posso ammirare la magnificenza del panorama che mi circonda




Dopo un’altra sosta all’intermedio di Birg da dove si gode del panorama dall’alto su Murren e Wengen nonché sul versante opposto della valle percorso dal trenino dello Jungfraujoch, verso l’una inizio la discesa verso Lauterbrunnen.
Mi cambio in albergo, dove mi hanno lasciato gentilmente posare tuta e bagaglio, ed inizio il rientro a casa transitando per Spiez, Gstaad, Chateu d’oex ed Aigle quindi autostrada sino a Martigny, Gran San Bernardo percorso in modo allegro e con pochissimo traffico, Aosta e via verso Torino.
nota: tanto per rimanere in tema,tra Interlaken e Spiez, c’era uno con una BMW 5000 4 turbo etc. che non riusciva a tenere il limite degli 80 kmh, anzi appena c’era un accenno, e sottolineo un accenno di curva, rallentava a 60 e non era neanche possibile superarlo perché, nonostante sia un tratto soggetto a vignette era una strada qualunque a due corsie con gallerie e curve cieche continue; voglio sperare per lui che non fosse per incapacità ma perché in dolce compagnia ed in altre faccende affaccendato.
Ringrazio la mia moto per la compagnia in questo viaggio che si è rivelato superiore ad ogni più rosea aspettativa ed immodestamente anche me stesso per averlo così congegnato.
foto:
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