Piecio_point
Si è vero...
Io ho idea che il motivo sia perchè sia considerato un argomento tecnico.
Invece è un aspetto quotidiano della guida in moto.
Dovrebbe essere controsterzo(in inserimento ed uscita) e controsterzo in derapata (in percorrenza, quello delle foto in drift) quest'ultimo quello che mi contestava giustamente stefano&co. e io pesavo si riferissero al primo.
biondob e stefano1960
Mi quadra, probabilmente se ci fossimo trovati ad un bar avrei capito molto prima cosa intendevate e dove sbagliavo io. Ero io centrato a pensare all'inserimento e...sì si usa aggiustare il controsterzo per allinearsi alla curva in percorrenza. Ragionare di certe cose è dannatamente macchinoso ma importante.
Questo mi riporta al topic iniziale del post:
Un mezzo che dipende così tanto dal corpo di chi lo guida ed è inoltre immerso in una serie di dinamiche e forze emergenti che ne determinano anche solo la stibilità e l'equilibrio ci obbliga a capire sia il mezzo che il corpo per poi far diventare tutto automatico.
In certi casi è necessario addirittura rieducare l'istinto. Quindi capire il mezzo non basta, serve capire come corpo e cervello funzionino messi su una "sella a motore".
Per cui dire: "lo sterzo funziona così" e dimenticare di dire che il corpo di chi comincia tede a contrastare per tensione tale funzionamento è omettere il 50% della comprensione.
L'unica cosa che mi viene in mente che ha bisogno di questo tipo di approccio è uno strumento musicale.
Alcuni aspetti dello strumento assecondano il corpo altri lo forzano, certi movimenti sono naturali ma devono essere fatti a velocità diverse.
Anche nella musica si comincia a suonare bene quando si capisce che i limiti dell'oggetto sono quelli del corpo e del cervello e viceversa.
L'attaccamento di un musicista nei confronti dello strumento è infatti del tutto simile a quello di chi guida una moto. Simile la dipendenza.
Con una differenza fondamentale:
Non c'è nulla di male a suonare di m***a.
C'è molto di male nel guidare di m***a.
