In pista con i 5 sensi
( da leggere con calma e se ne avete voglia ed un po’ di tempo!)
Ps: ho scritto quanto segue subito dopo la mia “pistata”, per non “perdere i pezzi” di quel che ho provato in pista…. La cosa strana è che rileggendolo dopo due giorni, mi sembra che lo abbia scritto un altro…..son tornato il solito tranquillo ed anche un po’ timoroso “motociclista della domenica” di sempre.
Sicuramente è meglio cosi, perché credo che la volta che cadi o ti fai male, sia sempre quando credi di sapere oramai già tutto….
Ciao raga, di topics o Report sulla prima volta in pista se ne sono scritti parecchi, ed anche io vorrei dare il mio piccolo contributo, magari (forse qualcuno lo ha già fatto…non so…) puntualizzando cosa ho visto e “sentito” quando, per la prima volta, ho portato il mostriciattolo in pista ( Ducati Monster 900).
Nessun consiglio di guida quindi, sono inesperto e non potrei proprio permettermi di darne, ma un’insieme di “qualcosa” che mi è successo andando in pista….
Modena, 23 marzo 2013, tempo plumbeo, mattinata fresca, umido, ma fortunatamente non una goccia di pioggia.
Per il mio 49° compleanno mi sono regalato una mattina di corso con la Free Riding di Luca Pedersoli appunto all’autodromo di Modena.
E’ costato un botto, ma essendo di Modena, ed abitando a 10 km dall’autodromo, ho preferito cosi, un corso privato “One to One”, anche perché essendo molto timoroso per questa cosa della pista ho pensato che avere l’istruttore “solo per me” servisse a “tararlo meglio” sulle mie necessità.
E tre gg prima la segretaria mi ha scritto che il mio istruttore ( mi andava bene qualunque persona…) sarebbe stato proprio Luca Pedersoli.
EMOZIONI: PAURA!
Come mi comporterò in pista? Sarò di intralcio a tutti? E che cavolo gli racconto a uno che fa le gare….quando io è da UN SOLO ANNO che ho ripreso a guidare una naked dopo 10 (dieci) anni di scooterone e tre anni di modeste custom paciose e tranquille???
( a 33 anni mi son fracassato giù per i colli con una gsx-r, e da quel momento ho tirato un po’ “ i remi in barca”)
Mi chiamano “Il mite” per quello …perché son tranquillo… ( e perché da ragazzo somigliavo a Clark Kent di Superman… quello fesso e sfigato con gli occhiali…..”Il mite” Clark Kent!!)
Mi sentivo come un bambino delle elementari che andava per la prima volta a ripetizione di matematica da A. Einstein!!
E sta caxo di tuta intera che non ne ho mai messa una….sarà protettiva, ma non riesco manco a muovermi…e ci mancava anche il paraschiena....e gli stivali, che con gli scarponi da sci mi sento più a mio agio….. e un cavolo di tempo infame che non mi ha permesso nemmeno di provare l’abbigliamento….morale, la mattina del corso, mi son vestito ( dormito pochissimo…) e son partito per l’autodromo, cercando di “ allungare” la strada, almeno per prendere confidenza con tutta questa corazza….
Mi sentivo come Armstrong sulla luna…..non ce la posso fare….
EMOZIONI: SOLITUDINE
Già, perché ero da solo…nessuno che ha risposto al topic che ho postato sul tinga ( ma d’altro canto le previsioni meteo erano pessime….), nessuno che potesse accompagnarmi o almeno venire a tenermi un po’ di compagnia, perchè tutti avevano impegni, figli, scuola, lavoro…insomma solo come il solito fesso (Clark Kent)….. ma mentre andavo ( al freddo) verso l’autodromo pensavo: “ bhè, almeno non ci sarà nessuno che potrà raccontare la mia sicura figura da sfigato….”…. avevo pure portato la macchina fotografica con me….. ma con la tensione che avevo addosso non ho scattato una sola foto ( e poi come facevo a fotografarmi …da solo…)….ho fatto alcune foto al rientro, con il “report dei danni” che poi posterò….
LUCA PEDERSOLI E LA FREE RIDING
All’autodromo la cosa va un po’ meglio, sbrigate le formalità ( avevo prenotato la pista anche per il pomeriggio…) Luca è stato molto gentile, e con lui tutti i ragazzi dello staff…. Mi hanno accolto nel box nr 1 dove fanno i briefing e mi hanno spiegato cosa avremmo fatto tutta la mattina per filo e per segno, senza preoccuparsi troppo del fatto che fosse la prima volta….che la tuta aveva ancora il grasso sulla pelle, e che la moto ( in mezzo ad almeno 10-15 scatenati con camper, carrelli, accampamenti, attrezzi, yamahahondasuzukykavasakysolopista…) la mia motoretta dicevo, sembrava pronta più per una gita al mare che per i turni in pista.
Luca, Marco Borciani, ed un altro pilota che però non mi ha detto il nome ( credo Ivan Goi), mi han proprio trattato bene, con comprensione e senza sufficienza, come se quella mattina di corso fosse una cosa MOLTO importante….sopratutto per loro…..ogni 10 giri ( durante i quali io seguivo Luca in pista con la sua R6) ci fermavamo al box e si riguardavano sulla cartina le curve, le traiettorie….gli errori, ed anche i tempi………ecco!!
Questa cosa del “tempo” mi lasciava basito!
Io ero contento di riuscire a seguirlo ( ovviamente andava molto piano), di seguire le sue traiettorie, e di impostare bene le curve con una corretta posizione dl corpo….non mi fregava niente del gas…della velocità….. al massimo cercavo di ritardare sempre più le staccate….ma nulla più……e “questi” sempre con gli occhi sul crono!!
“Abbiam fatto 2 secondi in meno….. adesso tre secondi in meno……dalle 10 alle 12 sei migliorato di 20 secondi”!!!
“Se ti metti più in carena in rettilineo si guadagna ancora qualcosa…” “ al cavatappi perdi troppo, devi anticipare di più la penultima curva prima del rampino” ….ma COSA!!! Che io ho una naked che la carena non ce l’ha neanche, e tutte quelle curve le ho cominciate a “capire” dopo un paio di ore!!!
“ e alza le pedane….e alza la sella….e aumenta il precarico….e sgonfia le gomme….vedrai quanto guadagnamo!!!”….ma dite davvero o mi prendete per il culo!!!
Invece dicevano davvero!!!
Mi parlavano come se fossi un pilota, cercando di cavarmi fuori un decimo in meno ogni curva….
A me!!! Ma io sono un povero sfigato che vorrebbe solo andare in pista ogni tanto, senza far la parte della mina vagante, mica ho ambizioni agonistiche!!....mi sembrava di trovarmi di fronte a dei pazzi che cercano di far parlare un cane!!!!
Ma tanto impegno e convinzione mi ha davvero lusingato!!
Rispetto!!! Ecco quello che ho percepito….rispetto anche per quel povero cristo che non fa le gare, ma vorrebbe solo andare in pista ad imparare ed a divertirsi!
Mai un sorrisetto di compatimento, mai una occhiata divertita fra di loro, mai uno sfottò!!! Di questi tempi son cose che colpiscono….almeno a me.
IL TATTO ( e la PROPRIOCEZIONE = PERCEZIONE DEL PROPRIO CORPO)
Ragazzi un inferno ed un paradiso!!
Ho letto di gente che ha avuto timore della velocità, delle curve, delle pieghe, delle staccate, di tutti gli altri pistaioli che ti passano a destra, sinistra, sopra, sotto….. niente di tutto questo per me….o meglio sono stati timori presenti, ma non i più importanti.
Due sono le cose han marcato a fuoco la mia giornata: i piedi e le gambe ( coscie).
PIEDI: Sti c***o di piedi ( inferno) che nel giro di 1 ora ho capito benissimo dove metterli, e come preparare le curve ( in punta sulle pedane, e non “a papera”…. Ps: grazie per i molti consigli sui topics del Tingawert che ho letto e riletto a ripetizione….)mi sembrava impossibile, ma dopo un’oretta, andavano sempre al punto giusto…..ma c***o!!! Il piede sinistro proprio non ci voleva entrare sotto alla leva del cambio!!! Ho perso molto tempo a modificare ( da fermo) la posizione della leva, ma niente da fare, mi sembrava sempre di infilare un tronco dentro la cruna di un’ago tutte le volte che arrivavo in rettilineo e dovevo poi buttar dentro le marce!!
Che palle!!! Secondo me, la punta di questi stivali racing è troppo grossa!!
E poi la 5° che mi entrava un rettilineo si e uno no….. mi sarei amputato il piede sinistro!!!!
Vabbhè….. tanto a Modena son tutte curve, sarà peggio tra un mese a Franciacorta!!
Secondo voi se ci do un giro o due di nastro americano ed “appiattisco” la punta, serve????
COSCIE: (paradiso) ho letto un file la sera prima di andare in pista ( postato sempre sul Tinga) che vi allego, sulla guida sicura….niente a che vedere con la pista….ma una cosa mi ha colpito parecchio….l’uso delle gambe!
Link a pagina di Digilander.libero.it
Non dei piedi per spingere sulle pedane, o delle mani per esercitare il controsterzo, o delle braccia per contrastare le staccate…..ma di come si usano le gambe!!!
Cioè di come, in curva, sia la coscia esterna abbracciata al serbatoio che NON SOLO esercita una spinta verso l’interno che facilita la curva ( lavorando in sintonia con la spinta in avanti del manubrio interno, e con la pressione della punta del piede sulla pedana interna..) ma SOPRATTUTTO ….TI TIENE SU!!!! Cioè sostiene tutto il tuo peso….. è la gamba esterna alla curva ( coscia contro il serbatoio) che mantiene tutto il tuo peso in percorrenza di curva scaricando completamente spalle e braccia e mani, che stanno belle rilassate sul manubrio pronte a fare le correzioni del caso…..spinta sul manubrio interno, toccatina morbidissima sul freno anteriore se serve, parzializzazione del gas….
Mi son sempre chiesto…..” ma come si fa a non stare aggrappati al manubrio”???? “Ma dove caxo ti attacchi”!!!!! Bhè…..si usano le coscie!!! E da domani vai di squat ed adduttori in palestra!!!
UNA F I G A T A!!!!!!!
Ragazzi una roba da sentirsi in paradiso…..altro che “sgrat-sgrat” le saponette….. altro che “ Crrrrrschhhhh….il pedale del freno e le pedane”…. Altro che “scccccccrrrrrrrrrsssccccc…..gli sliders degli stivali” questo è meglio!!!
E’ LA SENSAZIONE DI TOTALE CONTROLLO IN CURVA DELLA MOTO!!!!!
Tu sei li…..inserito nella curva, con la chiappa di fuori ( anche metà di quell’altra…),completamente appoggiato sulla saponetta, la moto sdraiata che non ci credi , i piedi che li devi spostare tanto che grattano, ma poi gratti anche con le pedane……
La testa quasi sotto al manubrio……e mentre curvi…..li senti!!! Senti le spalle rilassate, le braccia che si mettono con tranquillità in posizione e le mani……soccia! le mani che se ne stanno belle appoggiate sul manubrio, come se fossero li per caso…..
E da questo ho capito anche quando diventi troppo stanco e devi smettere di girare: quando cominci ad “attaccarti al manubrio”!!!!
Non ci credevo…..non ci credo neanche oggi…..la cosa che mi faceva sentire meglio in curva era appoggiarmi sul ginocchio e farmi tutta la curva sulle saponette….. cosa che dovrò evitare in seguito, perché non posso disintegrarne un paio ogni giornata in pista….due nuove mi son costate ( le più economiche..) 25 euro!
Ma vi ripeto….le gambe son state una rivelazione!!
SENTIRE LA MOTO: fa sempre parte del “tatto”.
Mi tornano sempre in mente le parole di Casey Stoner: “Sei tu che devi adattarti alla moto, e non la moto che deve adattarsi a te”!!
Bhè, è capitato “ qualcosa”, non so cosa…..ma ti senti “dentro” alla moto, come se fosse una tua parte del corpo ( a parte quel c***o di TUMORE stivale sinistro-leva cambio!!!).
Quando guidi una motoretta di quasi 15 anni come la mia, che è stata sbudellata e rimessa insieme più volte, quando la ciclistica è stata a dir poco rivoluzionata, sai che ti porta tranquillamente in giro per strada….ma ti domandi…..” e quando le tirerò il collo”??? cosa succederà!! Andrà tutto bene come se fosse “di serie”….o magari il forcellone monobraccio che ho montato al posto dell’originale, mi salta via alla terza curva?!?!?!
Luca, mi ha detto: “cristo, la tua moto mi fa quasi paura….vista da dietro, si imbarca, salta, si muove tutta, slitta col posteriore….ogni curva ti vedevo andare lungo la ghiaia nelle vie di fuga…ci voleva la macchina fotografica, perchè due o tre volte eri in mezzo alle scintille delle pedane…più giù di cosi non puoi andare, anzi!!! Alza le pedane la prossima volta…. O sdraiati meno!”…. anche perché le mie pedane sono fisse, non di quelle che si piegano, mi sa che dovrò sostituirle….
Da non credere!! IO…Il mite, il tranquillo “vai piano che c’è un incrocio, aspetta a superare che non si sa mai, occhio che per strada c’è il brecciolino…” ….sdraiato in curva sotto alla moto?!?!?! Non posso essere io, quello è un altro…..
Invece succede “qualcosa”…. Entri dentro alla moto…
In staccata senti lo stridore della gomma davanti? Lasci il freno e lo riprendi in mano con più calma…. ( a proposito….mai avrei pensato che un paio di dischi frenassero cosi tanto….vabbhè che la motoretta arriva si e no a 170 Kg, ed io ne sono altri 75, ma una decelerazione del genere non me l’aspettavo….bene! Un’altra sicurezza in più!).
In percorrenza di curva, aprendo il gas senti la gomma posteriore che perde aderenza? Bhè, “le vai dietro” che tanto tra un po’ le gomme riprendono il grip…..oppure cali un pochetto il gas…
Stai uscendo largo?? Niente paura, chiudi il gas e buttati ancor più piegato per schivare la ghiaia…
Senti la moto che si imbarca e si piega e si incurva su se stessa quando la butti giù, e quando la alzi e la ributti dentro due curve in rapida successione??? Basta cercare di farle fare quel che vuole, tanto lei ti porta sempre dove vuoi tu….
Sono stato imprudente, sprovveduto, avventato???
Non lo so, ma andava tutto cosi meravigliosamente bene….dicono tutti di dare confidenza alla moto, che il limite vero è molto alto, e che il VERO LIMITE sei tu, non la moto….io non ho cercato di domarla, io mi son fatto portare a spasso per la pista.
Prima piano piano, con curve larghe e tranquille, almeno tre giri per scaldare le gomme, e poi un po’ alla volta sempre più veloce e sempre più giù….come sulle montagne russe quando non vedi più le rotaie e ad un certo punto tutto pecipita….solo che in questo caso ero io che mi buttavo in basso, senza dubbi…
“Io ti dico cosa voglio fare, tu fallo come credi, che io mi fido di te…”, niente da dire, c’è stata proprio una bella intesa!!
Poi non fraintendete…..giravo sull’1 e 25 ( mi ha detto Luca…io guardavo solo avanti, ed al massimo il contamarce…), che a Modena è un tempo alto….ma la sensazione di non avere panico e di fidarsi della moto e delle tue reazioni e che tutto sia cosi “ tranquillo”….bhè, è impagabile…..meglio che girare in 1 e 15!!!
Il cronometro era più un problema degli istruttori, per me sentirmi cosi tranquillo era impagabile!
LA VISTA: inizialmente l’ho sfruttata non troppo, perché dovevo solo concentrarmi sul seguire le traiettorie di Luca…..ma visto che poi mi ha fatto passare davanti per vedere come mi comportavo, ho dovuto usarla per cominciare a trovare il punto di staccata, il punto di corda e le traiettorie ( che non ho ancora capito bene….e infatti quando andavo davanti io un giro andava bene ed un altro sembravo ubriaco…)…. Però mi son sentito proprio rilassato….. quando “senti la moto”, e quando “ le dai fiducia”, cominci a sentirti protetto….e guardi cose folli…..tipo gli stivali che ha quello che ti sorpassa, quello che fa le foto col tele quando arrivi in rettilineo ( chissa se le mette on line da qualche parte??), dove son messi ed in quanti sono i commissari… quanto scoda quello davanti in staccata… cosa voleva dire la bandiera blu??? Ah, devo dare strada....ovvio che la cosa più importante è guardare sempre avanti….ma ci sono attimi che vanno veramente al rallentatore….. che strano….
L’UDITO: bhè, quello lo sapete tutti….il rumore della tua moto…..e nel mio caso di tutti quelli che mi sorpassavano!
Accidenti…. A parte due o tre fermi come me, che son riuscito a passare, vuoi che c’erano moto più potenti ( io ho solo 84-85 cavalli che per ora bastano e avanzano..), vuoi che non ero capace, ma mi han passato praticamente dappertutto…. Ci mancava che mi passasero pure sopra…..però, nel curvone dopo il rettilineo e nella due e tre, andavo proprio bene…. ( almeno per me), ma come ho detto mi piaceva molto di più pennellare le curve, che andare forte….c’è qualcosa di ansiolitico quando sei sdraiato con la tua moto in percorrenza di curva, quando pennelli la tua traiettoria da un cordolo all’altro….personalmente amo molto di più il gesto tecnico, che l’adrenalina della velocità….ma sono gusti…
E poi c’è il solito luogo comune del rumore delle saponette….sarà un luogo comune, ma per uno “sbarbo delle piste” come me… è un gran bel rumore!
Ma lo pensavo come qualcosa di diverso, come grattare qualcosa di pericoloso….l’asfalto…. invece era come un gran bel senso di appoggio….cioè, mi appoggiavo proprio sulla saponetta mentre facevo tutta la curva….mi dava quel senso di stabilità in più che sembrava niente potesse buttarmi giù….. avrei strisciato il ginocchio per terra tutto il giorno.
Ma non credo sia la tecnica giusta….
E poi il motore….sopratutto in staccata! WWWWUUUUUUUUUUUU!!!!!!!!!!
Col bicilindrico il freno motore è talmente elevato che dovevo staccare decisamente dopo ai riferimenti di Luca, e visto che a me piace parecchio scalare, dopo la 5° piena in rettilineo davo la pinzatina e poi dentro 4° e 3° che mi mantenevano il motore alto di giri nell’affrontare la curva e mi deceleravano da pazzi ( ho l’antisaltellamento)….l’unico dubbio era “ma non è che mi si sbiella il motore??”….forse è meglio che la prossima volta freno di più e scalo di meno….
L’OLFATTO: a parte che avevo il tappo della benzina che ogni tanto si sganciava leggermente, e per mezza giornata avevo benzina per tutto il serbatoio ( fantastico!), gli odori erano due: i gas di scarico delle 16.000 moto che mi hanno superato, e da un certo punto in poi…strano….quando ero in curva ho cominciato ( soprattutto nelle curve lunghe) a sentire il classico odore di gomma cotta…bruciacchiata….non era male….ma poi ho pensato: “ e se mi stanno abbandonando le gomme”?? per fortuna ero verso il tardo pomeriggio e dopo poco ( complice “l’appendimento al manubrio”) ho abbandonato.
Il GUSTO: nessuno in particolare…solo una sete BOIA!!! Ma quanto si suda?!?!? Avrò bevuto 5 bottigliette di acqua solo la mattina, e sono andato a fare pipi una volta sola a pranzo…..sembra banale, ma senza accorgersene ci si disidrata a bestia!!!!
Insomma, alla fine ho girato dalle 9 alle 13, poi dalle 14 alle 15,30, e quando han fatto entrare per una sfilata le macchine storiche ( con tutti quelli che han pagato il turno del pomeriggio incazzati come belve) ho deciso che ero fin troppo stanco.
Ho salutato Luca ed i ragazzi della Free Riding, che vi consiglio spassionatamente, e me ne sono tornato a casa, ovviamente in moto.
E tutto d’un tratto son tornato quello di prima “ occhio a superare….vai piano che c’è una curva cieca….attenzione alle macchine…..ma quante macchine ci sono in giro???”.
Però è stato bellissimo, nella giornata di sabato ho macinato 250 km esatti, di cui 220 in pista ( 70 giri con Pedersoli e una quarantina per conto mio…), ho conosciuto la mia moto, e mi sento come quando vai in vacanza con qualcuno che conosci di vista ma poi non cosi tanto…. Son cose che possono farti capire quando una persona non fa proprio per te, o far nascere una stupenda amicizia.
Oggi mi fanno un po’ male le gambe, ma neanche tanto….e la schiena….bhè, quella mi fa sempre male…., però il fatto di correre e di andare in palestra conta parecchio, probabilmente se non facessi allenamento oggi sarei massacrato!!
Di questo corso mi son rimaste alcune cose: far le curve ginocchio a terra è facile e divertente, anzi, quasi necessario per trovare stabilità, capire le traiettorie e fare i tempi, non fa parte del mio dna, neanche la velocità è cosi importante, la moto è mia amica, e ti devi fidare di lei, e le gambe….mi han cambiato la vita!!
Scusate se ho scritto tanto ed ho abusato del vostro tempo, ma l’ho fatto anche e sopratutto per me, per non dimenticare questa splendida giornata.
Ero solo, ma a volte le cose migliori si vivono soli con se stessi, e con la propria motoretta!
Besos!
Ps: ditemi qualcosa quando andate in pista, io ci torno volentieri ( basta che non andate troppo forte…..al massimo mi aspetterete ai box)!!

Tra un pò vi metto anche le foto dei danni!!
