Nessuna polemica sull'attuale affidabilità delle moto italiche che peraltro amo! Mi rivolgo ai modelli di quel passato nemmeno troppo remoto che han contribuito alla nomea di italiane inaffidabili, perché poche balle era un qualcosa di concreto

Ora, volendo semplificare al massimo il processo produttivo di una moto abbiamo:
-Un pool di progettisti che trasferiscono la moto dal mondo delle idee a quello cartaceo/di prototipo
-Un cda ed un reparto marketing che faranno le loro osservazioni (i cerchioni d'oro costan troppo, levateli! 40 fari potrebbero non piacere al cliente medio, riducete!)
-Operai che la monteranno
Mi chiedo, dov'era la falla?
I progettisti non eran capaci di buttar giù il disegno di un motore valido perché non avevano idea di come funzionasse? La dirigenza esigeva rotture frequenti per guadagnare nel post-vendita? Gli operai italiani facevano schifo? Le attrezzature di cui disponevano gli operai non erano adeguate e quindi fessi un po' tutti quelli ai piani alti?
Insomma la moto è in primis un oggetto ed in quanto tale va fabbricato. A monte di anni ed anni di moto italiane considerate inaffidabili rispetto alle cugine asiatiche cosa c'era? Io non c'ero quindi non ne ho idea

Chiaritemi questo dubbio và
