Tour di tre giorni organizzato all' ultimo secondo dall' Emilia alla cascata delle Marmore.
Totale 1.330 km senza pedaggio e con pochissima superstrada veloce, direi 80% Appennino.
Speso meno di 300 Euro tutto compreso, niente prenotazioni, itinerato tutto nel pomeriggio precedente la partenza in due ore.


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Partenza da Bologna, passi della Raticosa e del Giogo per iniziare bene il giro ed instradarmi meglio verso la dorsale Appenninica, valico di Croce ai Mori ed il fantastico Spino e verso sud San Giustino lungo il lago di Montedoglio. Qui faccio per salire verso Bocca Trabaria ( E78 - SS73bis ), attraverso cui pensavo di raggiungere Urbino per il primo pernotto, ma, ignorata di proposito la segnaletica di strada interrotta, arrivo ad incontrare gli operai addetti alla manutenzione stradale che mi spiegano che da oltre un anno la strada è interrotta a causa di una frana. Si parla di una imminente riapertura, ma devo comunque fare dietro front. Peccato, la streda sembrava davvero bella, un cambio di direzione continuo, buon grip e panorama rilassante. Speriamo riapra al più presto come pronosticato

Tornato a San Giustino, mi perdo per cercare un' alternativa, non conoscendo la zona e non essendo molto esaustive le spiegazioni della segnaletica sulla deviazione

San Google Maps provvede e mi indica di procedere verso sud alla volta di Città di Castello, poi sù per Bocca Seriola. Altra strada divertentissima, potenzialmente anche più di Bocca Trabaria, ma asfaltata in modo indecente. Millemila buche e dislivelli ne fanno un percorso da conoscere bene prima di potercisi fidare, anche se alla fine mi ci diverto lo stesso.. Arrivato al passo, due smanettoni locali mi spiegano che il campo di battaglia che ho appena salito è in realtà il tratto bello, e che la discesa è messa anche peggio e più pericolosa

Ad ogni modo, raggiungo la mia destinazione della giornata verso le 17 e mi faccio una passeggiata lungo la breve strada panoramica sulla gola

Il mattino dopo, a colazione, la proprietaria mi spiega che da anni la strada del Furlo è oggetto di diatribe legali che l' hanno fatta prima chiudere, poi riaprire, ed ora la si vorrebbe richiudere. Onestamente non ne capisco il motivo, ma dalla spiegazione intuisco che l' eventualità è reale, quindi meglio approfittarne finchè è aperta


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Dal Furlo, direzione sud sulla superstrada SS3, un po' noiosa fino a Scheggia, poi rotta verso il lago Trasimeno per variare il percorso. Tra Scheggia, Gubbio ed il lago ci sono dei passi minori, nemmeno segnati su maps, ma l' itinerario si rivela da divertente a godurioso, con una bellissima e divertentissima discesa vista lago da Lisciano Niccone a Tuoro sul Trasimeno

Passeggiatina spezza tappa sulla spiaggia del lago, carino e rilassante, prima del trasferimento sulla superstrada fino a Terni, non noioso come la pianura padana ma nemmeno divertente..
Raggiungo, dopo una capatina al lago di Piediluco, il parco delle Marmore, del quale praticamente non c' è indicazione stradale se non nelle vicinanze, infatti mi perdo un paio di volte tra lavori in corso, deviazioni e mancanza di segnaletica

Arrivo al parco in tempo per fare il biglietto e per farmi spiegare qualcosina del sentiero della cascata.
Praticamente ( è poi anche tutto scritto sul sito ufficiale ) , la cascata fa parte di un bacino idroelettrico, quindi il rilascio delle acque avviene ad orari precisi una volta al mattino ed una al pomeriggio ( 11 - 13 e 15 - 17 ) , con la biglietteria aperta a partire dalla mezz' ora precedente. Per la cifra simbolica di 1 Euro, si può lasciare tipo casco e giacca in biglietteria, accertandosi che questa sia presidiata all' orario del presunto ritorno - io me li sono portati dietro perchè temevo appunto di metterci troppo tempo e di trovare poi la biglietteria chiusa.. La singola visita al parco costa 10 Euro ad adulto, e percorrere tutti e tre i sentieri del parco richiede circa tutte le due ore del rilascio dell' acqua. Lo può fare chiunque, ma è tosta.. ci si sta giusti col tempo, ci si può bagnare ed il percorso si srotola in gran parte su scale di legno e ripidi dislivelli. Col senno di poi, meglio abbigliamento da trekking che da moto, ed un buon antipioggia, e se avete difficoltà a reggere una lunga passeggiata puntate direttamente al belvedere inferiore.
I punti principali sono i due belvedere ( superiore ed inferiore ) dai quali si vedono i due salti della cascata, ed il balcone degli innamorati. Dal belvedere superiore si vede il salto maggiore della cascata, di 90 metri, ed è il punto giusto dal quale attendere il rilascio a pieno regime dell' acqua, che avviene circa alle 11 ed alle 15.



Esco dai sentieri zuppo e sfinito, ma decido comunque di fare un pezzo della strada che avrei dovuto percorrere il giorno seguente, finendo a pernottare sul lago di Corbara, al Restaurant and Resort La Penisola. La strada che percorro per arrivarci è molto divertente, da prima di Amelia a proprio il lago, ed al resort si sta magnificamente


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E' la tappa meno considerata nella risicatissima fase di pianificazione del tour, ma ne è venuto fuori un successo planetario, anche grazie ai preziosi consigli dell' esperta del senese lucyg

Mi alzo con strada e moto bagnate, ma non me ne preoccupo e faccio comunque un bel giro nelle strade circostanti, che si rivela quantomeno emozionante soprattutto nel tratto in discesa verso Ciconia

Fino a Monteroni d' Arbia la strada è mossa ma scorrevole, poi però devio verso Asciano prima e Taverne d' Arbia poi, sulla tortuosa ed ondulatissima SP438, della quale panorama su Asciano e la zona di Arbia è impossibile non innamorarsi - fidatevi, è da fare


Avendola intravista dall' alto, decido di attraversare Siena, ma trovo difficoltà a causa di una deviazione per lavori in corso a Taverne d' Arbia, senza indicazione alternativa


Uscito da Siena, il raccordo autostradale FI - SI scorre veloce ma bagnato, fino a Colle Val d' Elsa, dove inizio la salita per San Giminiano e Volterra. Sicuramente sarebbe stupenda, ma il vecchio asfalto già non gripposissimo di suo e la pioggia ormai divenuta battente mi impediscono di godermi il tragitto



Arrivo a casa verso le 21.
In tre giorni ho percorso 1.330 km senza spendere un solo Euro di pedaggio e totalizzando meno di due ore complessive di strade a scorrimento veloce, con l' 80% di curve sull' Appennino

La prima tappa è andata via liscia, se non per il fatto che la novella nyxfluo, che mi ha accompagnato fino a Stia per poi rientrare, si è stesa alla prima curva dalla salita alla Raticosa, per fortuna senza conseguenze


La seconda tappa mi ha fatto capire che quando lascio le mie zone abituali non posso pensare di cavarmela senza alcun intoppo, e la dimostrazione è quanto sia rovinata la viabilità a causa di tutte le deviazioni ed i cantieri aperti da tempo, senza un' indicazione alternativa


La terza tappa è quella che mi ha stupito di più, e se l' avessi più comoda tornerei ad approfondire l' Umbria anche domani. Di certo tornerò presto in bassa Toscana, una meraviglia messa lì a disposizione di tutti ma poco pubblicizzata - grazie a lucy per i consigli


Il motivo del tour era la cascata delle Marmore. Andateci, merita davvero, soprattutto prima che si riempia di turisti e che venga troppo caldo
