Pensieri notturni di una iscritta che da tempo non scrive sul forum...
Sono una “vecchia” biker di origine svedese, ho viaggiato molto, ho vissuto un po’ in Francia, molti anni in Italia, paese a cui sono legata anche un po’ per ragioni personali. Mentre questa notte scrivo sono in Nuova Zelanda da un po’ e presto tornerò in Europa. Ho avuto moto di conoscere moltissimi motociclisti di mentalità e culture diverse, ma alcuni sono più simili fra loro, mentre in Italia sono molto strani rispetto a tanti altri. Innanzitutto, a parte le lotte che ci sono state fra i due grandi gruppi MC principali, per il resto dei motociclisti viaggiare in moto significa fare parte di una sorta di grande famiglia. Ognuno di noi si ferma ad aiutare qualsiasi motociclista sconosciuto se lo vede in difficoltà, ci salutiamo se ci incontriamo ovunque, siamo solidali fra noi anche se non ci siamo mai visti prima. La maggior parte dei motociclisti italiani invece ha perso, o forse non ha mai avuto, questo senso di fratellanza, a cominciare dall’abitudine di salutare quando incrocia un altro motociclista per strada.





