Va bene: è venerdì.

Stasera esco. Ovviamente, almeno 2 impegni: un aperitivino in palestra ed una cena con amici + concerto a Genova.

MA TORNO PRESTO!

Salto il cine del venerdì notte dei bersaglieri ad Asti, faccio il bravo.
Bene, ce l'ho fatta. E' l'una... ora dormo.
Sveglia alle sette e un quarto. LA TRAGEDIA.


Rotolo, fatica nera a capire chi sono e cosa mi aspetta.
Ma com'è che ho fatto il bravissimo e sono uno straccio, mentre non più tardi di due anni fa facevo dello stracine fino alle 5 e alle 9 ero lucidissimo e fresco come una rosa a Rivoli???


Ha ragione Alex... invecchio. Inesorabilmente.

Riflettendo su queste tristi cose, compio il rito di ogni mattina di ogni benedetto giorno in moto: apro le antine, guardo fuori, vedo il sole, godo, abluzioni varie, mi infilo l'armatura da moderno cavaliere (con strato termico perché oggi si andrà abbastanza in quota... dove penso farà fresco...), scendo in garage, controllo pressioni e andiamo.
Pallostrada: niente da dichiarare a parte i bimbi che, dalle macchine che mi sorpassano (in autostrada non vado oltre i 125 km/h, ho troppa paura di spiattellare le gomme!


Arrivo a Rivoli e vedo già Conte81 e i suoi due amici, oltre a cadalora, fare il pieno pre-giro: saluto Conte ed uno dei suoi amici che conosco e mi presento agli altri, tutti belli carichi.
Alla spicciolata arrivano tutti, mentre alcuni si colazionano al bar vicino... tanto c'è da aspettare bunietta come al solito, il quale non specifica bene dove diamine si fa trovare, incasina l'organizzazione


Si parte!
Trasferimento sino a Clavière con picchi di tamarraggine solo alle Scale e ad ExilleS (S maiuscola!).
Degno di nota il primo botto di capodanno di Tisìfone 2.0 tra Ulzio e Cesana: a questo punto ho tutti gli elementi per determinare scientificamente a quale altitudine inizia a fare casino…

Tutto veramente tranquillo sino alla ex-frontiera del Mongi, che vediamo però stranamente popolata. Rallentiamo un pelino e vediamo uno stuolo di Gendarmi che fermano tutti i motociclisti che passano!!!
PANICO!!!






Una Gendarme abbastanza trombabile

Troppi sorrisi in giro, però... e uno strano gazebo con vettovaglie varie in bella vista.
MA CHE E' 'STA ROBA???

La Gendarme si avvicina e domanda chi parli Francese, mi faccio avanti e mi chiede se abbiamo voglia di passare 10 min. con loro a parlare di guida sicura in moto; mi spiega che è un'iniziativa della Gendarmérie, che non ci sono problemi con le nostre moto e/o la nostra guida e che ci offrono caffé e pasticcini.

OK: ho sbagliato una curva e sono finito nel Paradiso dei Motociclisti, quello in cui le guardie sono ragazze f***e e ti trattano bene e non ti multano e ti offrono pure da mangiare... magari dopo te la danno pure!!!


Vengo risvegliato da questi ameni pensieri da mezzo litro di caffè luuungooo alla francese, che mi provoca acidità dopo un secondo netto nonostante le 2 zollette di zucchero...

Nel frattempo, un collega della signorina ci raduna e ci spiega brevemente, con l'aiuto di una lavagna, la miglior traiettoria da tenere in una curva verso sx per mediare fra percorrenza e visibilità. Il tutto, premettendo in modo MIRABILE che il discorso non c'entra nulla con la velocità, che questo non è il problema principale con moto come le nostre, in cui tutti i dispositivi sono in grado di gestire velocità di marcia superiori in sicurezza.
Proprio queste premesse differenziano l'approccio delle FdO francesi da quelle delle italiane: in Francia, si bada VERAMENTE alla sicurezza di tutti (motociclista in primis) ed il discorso fattoci è mirato a questo.
A sensibilizzare il pilota sul miglioramento di se stesso, ovvero dell'unico fattore "non scientifico" in un sistema moto-pilota in cui la prima è perfettamente in grado di sostenere velocità elevate in sicurezza. Un po' meno il secondo... o, per lo meno, più aleatoriamente...
Per esperienza personale (condivisa da molti) posso dire che le FdO italiane si sognano discorsi come questo, concentrate come sono a far cassa misurando (male) con l'inclinometro le targhe di qualche nostro amico, oppure vestendosi da cespuglio per misurare i 54 km/h lungo una 4 corsie rettilinea col limite dei 50... ma d'altronde, ci diranno sempre che lo fanno "per la nostra sicurezza e per quella di chi ci circonda". Certo.



Dopo averci omaggiato di gadget e varie cosette, e dopo le foto ed i filmati di rito (immortalare un momento come questo è doveroso), salutiamo con gioia gli amici Gendarmi (che ricambiano con simpatia)


A Brianzone ci fermiamo per rabboccare e comprare qualcosa per il pranzo... perdiamo più di mezz'ora a causa di una coda folle al distributore del supermercato, una cosa vergognosa!

Va bene che qui la benza costa meno, ma una roba così... ho persino tempo di far conoscenza con mezza coda. Cito un amico motociclista che, in giornata, si sparerà Briançon-Digne-Costa Azzurra e ritorno... un grandissimo; ed un altro, produttore torinese di parti speciali in carbonio, che nota Tisìfone, si complimenta per 10 minuti e poi mi molla il proprio biglietto da visita, nel caso io voglia creare qualcosa di nuovo! Grazie ma... non ho più un euro disponibile!!!

Nel frattempo, alcuni componenti del nostro gruppo salutano un ragazzo che, più tardi, scoprirò essere Feo: chiedo scusa, non mi sono presentato!

Ci leviamo da qui, finalmente, ed attacchiamo l'Izoard: temperature belle alte (la mia termica è già annodata alla vita, altro che freschetto) e i paesaggi di sempre ci danno una mano, la grinta aumenta e l'andatura pure... almeno, quella di quasi tutti, perché io mi sento inspiegabilmente malsicuro e vado come una belina in vacanza.


Boh?!?!? Ho deciso: le gomme non gommano e l'assetto nuovo non assetta (ancora).


In cima all'Izoard manco ci fermiamo per la classica foto di rito e scendiamo verso Guillestre.
Di qui inizia il Vars, la pista a cielo aperto, il gotha: spettacolo PURO!



Ringrazio homerun che, pur non essendo dei nostri, prima del giro mi aveva suggerito di percorrere questo passo in questo senso: è proprio quello "giusto", che permette di divertirsi di brutto!
In cima ci fermiamo nei pressi di un baruccio a bordo strada, gestito da improbabili vecchietti, e ci accorgiamo che mancano i due amici di Conte... ma che è successo?


Una telefonata scioglie ogni dubbio e ci solleva e preoccupa allo stesso tempo: uno dei due ha spaccato il mono posteriore!!! Fortunatamente, anche se con molta cautela, può proseguire fino a qui e, quando arriva, diventiamo tutti professori di meccanica applicata e cerchiamo di capire come possa essere successa una cosa del genere, veramente poco comune (oltre che estremamente pericolosa): alla fine, probabilmente un avvallamento (combinato, forse, con qualche problema di montaggio o di materiali originari) ha provocato la rottura.
Lo sfortunato amico, accompagnato da Conte e dall'altro del trio (scusate se non ricordo tutti i nomi… ma invecchio…

Frase del giorno di bunietta: "Certe cose me le aspetto su una MV, non su una giappa". E ci manca ancora questa!!!


Tacitamente si decide di evitare la cricetata della Maddalena: alla fine, il giro è già figo così!

Scendiamo verso Barcelonnette e salutiamo Feo all'incrocio prima de La Condamine: fondovalle veloce, poco traffico qui.
Attacchiamo il lungolago dopo Le Lauzet e diamo il via alle danze: qui sì che si fa del cine! Adoro questa strada, violentemente.

La caldazza inizia a diventare terrificante, l'unico che sta bene è Alex che è uscito in pigiama...



Prima che tutti la trovino passa mezz'ora... nel frattempo, noi primi arrivati ci spiaggiamo non lontano (ma con cautela) da un enorme alveare di api (o vespe... ma chi ce l'ha il coraggio di andare a verificare?

Quel "pochino" diventa un'ora (emblematico strommer71 che si abbiocca e ronfa per tutto il tempo!



Anche qui tacitamente, si decide di evitare la seconda cricetata (Risoul 1850): il giro è già figo così... ma io a Risoul non sono mai andato, quindi vediamo di andarci presto, eh!!!



Ci rialziamo con estrema fatica, ci rivestiamo e salutiamo i Torinesi, che torneranno nella capitale via L'Argentière-Briançon-eccetera.
Io, il Vufero e bunietta invece passeremo attraverso il Colle dell'Agnello: bunietta, Cuneese avvezzo a questa "scorciatoia", fa strada a noialtri due e si va.
Torniamo a Guillestre e da qui proseguiamo per Château Ville Vieille (stupenda: ci vorrei tornare per visitare il castello



E adoro anche quando bastoniamo senza pietà tre Johnny Rettilineo che danno tutto sul dritto e poi si piantano in curva…



Iniziamo la salita all'Agnello e la temperatura si fa più gradevolmente fresca, complice la neve sui prati "alti" che inizia ad avvicinarsi... il paesaggio si fa progressivamente più "lunare" ad ogni tornante, il fondo stradale fa schifo ma è talmente bello tutto ciò che ci sta intorno che ce ne freghiamo!
Le marmotte ci fanno ciao... ne incontriamo tre, purtroppo a Tisìfone non stanno simpatiche e le fa scappare con i soliti botti! Povere…



Sostiamo qualche minuto a quota 2744 m s.l.m., sulla cima, per goderci il fresco e la vista: essere qui è un privilegio, che ha un significato tutto particolare per me.
Era il passo on-road italia-Francia che mi mancava. E' stupendo poter dire "li ho fatti tutti".


Nascondo la commozione ai miei due compagni di viaggio e riparto insieme a loro: ultimi bei paesaggi in Val Varaita, poi solo noia raggiunta la pianazza cuneese.
A Costigliole Saluzzo salutiamo bunietta e proseguiamo verso Asti: saluto il Vufero ad ATest ("Ma io non volevo fare autostrada!"



Nel frattempo, posto qualche foto della giornata e... attendo il report del ritorno dei Torinesi, eh!
