Apro il report, anche perchè questa volta credo di esser il primo a rincasare.







Gli eroi della giornata - 1, ma la foto ci guadagna

Domenica mattina , lungolago di Lecco, giornata stupenda, ma atmosfera un po sonnacchiosa, probabilmente l'assonnato sono io, che paradossalmente fra i partecipanti del giro odierno sono quello che si è svegliato più tardi. Infatti presuntuosamente parcheggio la moto al punto di ritrovo pensando di essere il primo, invece vedo........(cosa sono i puntini?cosa sono i puntini?), i vostri nomi che puntualmente non mi ricordo. c***o !!! Si comincia a cacciar balle e praticamente dalle 8:10 alle 8:35 , arrivano tutti. Pensate a chi è partito alle 6 da Parma. <Per fortuna un parente di Zorro. Ovviamente ci sono fisionomie che rispondono benissimo a nome, nik e quant'altro, altre che giungono note, ma il nome non le segue, poi c'è chi proprio non conosco, anche se alla fine basta un attimo, se non i nomi, ma i visi me li ricordo tutti.
8:50 e si parte, provo a montare la telecamera come mi ha suggerito quel “paccone” di Luigi, vediamo se si cava qualche ragno dal buco. Innanzitutto una premessa, con Team 93 che si presenta candidamente alle 8:30 e mi dice, non ho fatto in tempo ad aggiungermi in lista, posso venire lo stesso?.......beata gioventù …grazie di esistere !! Bene con lui sono 18 moto. Ci siamo contati all'area di servizio di Mandello, e dopo che Davide alias motodax mi ha confermato il numero, ho cominciato a sudare. Per fortuna la strada la conosco e non mi devo affidare al Garmin (maledetto lui e la sua discendenza ) ma per me 18 moto sono tante, chi sono quei pazzi che mi hanno dato credito ? Ci avviamo direzione Spluga, andatura turistica, un po' di attenzione alla presenza di pattuglie delle forze dell'ordine, ormai so bene dove sono solite appostarsi, ma meglio non rischiare. Sullo Spluga breve sosta, i drogati del caffè a prendersi la dose, Maurizio....si lo conoscete tutti con quell'artificio su cui è a cavalcioni, lo invidiano tutti, dicevo Maurizio provvede a fare scorta di panini, sicuramente pensava che lo portavo nel deserto dei tartari e lo avremmo lasciato alle mercé dei predoni. Intanto Sandro festeggia il raggiungimento del passo dello Spluga, qualche sciamano gli aveva fatto qualche fattura,...diciamo maledizione che gira meglio, fatture e similari di questi tempi sono ancora peggio, per cui gli era diventato complicato raggiungerlo. Dunque , breve sosta e via verso Splugen, scollinando ed entrando in territorio svizzero. La strada, già si cominciano ad apprezzare le differenze, chi già non ne può più, ...a ragione , di vedermi davanti con quel cancello, mi svernicia e scompare dietro la prima curva, uno è quel ragazzo di Osnago che ha detto che dormiva, se era sveglio mi faceva anche barba e capelli, e ha continuato così , giustamente per tutta la giornata. Gli altri me li sono segnati per benino, Federico, sempre lui, Diego Carlo, un altro dal polso instabile, Davide, al quale devo dare atto di una gran pazienza, perché mi ha seguito per quasi tutto il tragitto, solo ogni tanto, si svegliava dal torpore e si dava una regolata. Ci fermiamo a Splugen a rifornire, 18 moto, ci mettiamo 45 minuti . E qui casca l'asino. Se facciamo altre due soste il giro va a p*****e. Smettendola per un attimo,...uno solo , di fare il pirla, facendo una considerazione seria, credo che il numero di partecipanti, da una parte molto piacevole e gratificante, in pratica condiziona molto. Quando si sosta, e noi non è poi che ci siamo presi tutte queste libertà, i tempi si dilatano moltissimo e i rifornimenti in particolare sono la nota dolente. Intanto si sono fatte le 11:00...capito perché insisto col partire presto la mattina...testine? Prendiamo la via che costeggia l'autostrada che come una biscia in calore la avvolge e ci si attorciglia contro, molto bella, divertente, e incastonata in un paesaggio stupendo. Spero che i miei compagni di viaggio apprezzino, va bene le curve, la velocità, ma a me quello che sempre incanta come la suadente melodia di un flauto magico, è il paesaggio. Danzando da un lato all'altro della verdissima valle, accompagnati dallo scorrere delle acque tumultuose di un fiume ( so anche il nome ma non ve lo voglio dire )che forma un laghetto verde smeraldo, arriviamo fino alle gole della via Mala, dove alle meraviglie prima descritte si aggiunge anche una gola dalle pareti a precipizio, che disegnano scenari mozzafiato. Giunti a Thusis pieghiamo verso destra verso Thiefencastel, se sbaglio l'ortografia e qualcuno sa il tedesco meglio di me si faccia avanti. Ora si comincia a salire, superata la deviazione per l'Albula si prende per lo Julier. Che volete che vi dica, fatelo e godrete di persona, poi non entro troppo nei particolari se no ad Asterix gli viene uno “sciopone”. Sul passo, sono le 12,40 ci fermiamo a far colazione. C'è un chiosco, patatine e braswuster, pure il caffè, per chi ci crede, anche se per averlo bisogna avere un deposito in svizzera e aprire un mutuo. Si parla, si scherza, l'addetto al chiosco mi dice che una giornata bella come quella di oggi capita una volta l'anno, “domenica scorsa nevicava” ecco...per questo il caffè costa così tanto. Dopo una democratica consultazione, degna del 5*,si decide, che vista l'ora, la panza piena, è meglio saltare il tratto Albula -Davos . Fluela, per puntare decisamente sul Resia. Ripartiamo a abbiamo il primo abbandono, tengo a far notare la nota ironica del mio racconto,...per chi non l'avesse colta...... un po perchè non mi piace prendermi troppo sul serio, un po' ….perchè sono fatto così, abbiate pazienza, ma sappiate che c'è sempre grande rispetto e affetto nei confronti di tutti, anzi e sopratutto in chi mi diverto un po' a prendere in giro. Dicevo che Team 93 e quel ragazzo e ragazza di Como, col BMW, credo anche di ricordare i nomi, ma se sbaglio mi date il mongolino d'oro, per motivi personali, ...non verificati dallo staff, devono rientrare prima. Quindi ci salutano a Silvaplana. La richieste di Federico vengono rigettate e a maggioranza è costretto a rientrare facendo il Resia.
Passato sank Moritz si scende verso Zernez e Martina costeggiando l'Inn, bella strada, si viaggia celermente, tanto che Marco e Maria, abituati a vedermi praticamente fermo, pensano di avermi lasciato indietro, e si fermano ad aspettarmi. Era successa la medesima situazione al giro con Asterix, tutti ad aspettarmi, mentre io era davanti al campanile del Resia , tanto da farmi sacrestano onorario. Ora, prima aspettiamo “quelli che aspettano” per una buona mezz'ora, poi illuminati decidiamo che conviene rifornire in svizzera, quindi perdiamo un'ora buona. Nun se po, nun se po. Via alla volta del Resia, valle dolcissima e stupenda, lago verdissimo e sullo sfondo l'imponente gruppo dell'Adamello ancora stracolmo di neve. Questa settimana, ogni rompipalle che verrà a guastarmi le feste, lo ignorerò sovrapponendogli immagini come questa. Sosta di fronte al campanile, foto di gruppo, per i caffeinomani, altra dose al baretto di fronte al lago, io finalmente rispondo alle 15 chiamate di mia moglie sul cell, e mi mangio un gelato. La commessa me lo deve confezionare due volte, perchè come me lo porge la prima volta, con gesto brusco, questo parte come la fionda che stroncò Golia e se non mi scosto mi finisce sugli occhiali. Si riparte direzione Malles Venosta per poi deviare verso Santa Mari Val Mustir e l'Umbrail pass. Bisogna però sapere, che mentre noi poveri disgraziati a Martina si faceva la sauna per fare benzina, con un caldo insopportabile, il buon Pino meditava. Cosa è arduo saperlo, ma fatto sta che è stato l'unico, a non fare benzina. Alla ripartenza dal Resia, lui dice, vado avanti cosi mi fermo a fare benzina e non perdiamo tempo. Morale, dopo 10 km nessun distributore, noi svoltiamo per la svizzera e lui lo avvistano in direzione Merano, che se non trova una pompa per sbaglio finiva che pernottava a Trani. Lo aspettiamo, altra mezzora, per constatare che a meno di 5 km appena entrati in svizzera c'erano due distributori ad aspettarlo. Saliamo verso l'Umbrailpass, bellissimo, ma davvero, sono le 17,30, una luce particolare, tutte le moto in sequenza che salgono in questo scenario, ricco di abeti e di verde intensissimo, per me emozionante. Una macchina si materializza dietro una curva, a fatica la sorpasso , ma il conducente sembra di proposito ostacolare il nostro passaggio, rallento per cercare a mia volta di rallentarlo per facilitare gli altri, un po passano poi Marco mi fa cenno di andare, girandomi vedo Diego Carlo che mi ha letto nel pensiero , non so come l'abbia presa l'automobilista, visto che Diego ci discuteva, ma intanto passiamo tutti. Intanto si sale, sono affascinato, mi è piaciuto tantissimo e mi guardo un po' intorno, troppo, seguo con lo sguardo gli amici che sono avanti, li vedo piccini , puntini che si muovono con lo sfondo candido della neve. Affronto una curva con leggerezza e la mia moto la allarga, all'ultimo mi accorgo che sul perimetro esterno dell'asfalto appena rifatto, c'è una cunetta per lo scolo dell'acqua, se freno mi impasto, d'istinto apro il gas più che posso, sento il posteriore che slitta, aspetto l'impatto....che non c'è, qualcuno da lassù ci ha messo una pezza e forse so anche chi è. Io mi sono spaventato ma non mi sono visto, forse Marco e Maria che erano dietro e mi hanno visto ,....erano più spaventati di me. Questa è la seconda volta, su questa strada ,...che rischio. Ora ripensandoci sono più spaventato di prima. Grazie .
Scendiamo verso Bormio, cerco di non pensare, ma mi ha fatto effetto. Poi un saluto a chi ha deciso di tirare, la promessa di salutarci alla deviazione per l'Aprica con gli altri. Ma l'assessore al traffico del comune di Tirano non era d'accordo, ci fa fare un sacco di deviazioni, e alla fine Marco, Diego, Lucio, De la vega di parma, prendono un'altra strada mentre noi aspettiamo da un'altra. Non importa, ci saluteremo quando ci rincontreremo. Con Maurizio, Pino e Francesca, Davide e il Sonnambulo in moto ci avviamo di buona lena verso Lecco. Non c'è molto traffico e si viaggia. Al trivio di Fuentes, appena imboccato il tratto per Lecco mi esce la riserva. Speriamo di arrivare a Mandello. Ma a mandello è finita la benzina, rischi e vado verso Lecco con gli altri amici a farmi da supporto. Alla deviazione di Pradello ci arrivo, saluto gli altri che colgo anche l'occasione di ringraziare, qualche km e sono a casa. All'ora mi sentivo un po' cotto, ora, sono la 1:45 e sto finendo il report, ma ho gia nostalgia. Posso solo dire una cosa. Che bella giornata! Grazie a tutti !
Ciao Maurizio, Francesca, Maria, Davide, Sandro, Federico....i nomi , quelli veri, scrivetemeli, odio i nik, nella vita c'è gia troppo di posticcio, e voi siete uomini veri.
Ciao piero