Sono MESI che non prendo la moto. MESI.

Per un motivo o per l'altro, fra Ibiza (e vabbè, famo 'sto sforzo


Io manco a lei e lei manca a me, da morire… sappiamo tutti cos'è l'amMmore…

Questo Sab è IL Sab. Si torna a girare. Il tempo tiene. Fa un freddo puerco ma non me ne frega niente: io e te, amMmore mio, torniamo insieme a farci ammirare lungo le strade piemontesi e francesi!

La mattina inizia fresca e plumbea: non sembra che, in giornata, si possano trovare bel tempo e buone temperature. Ma le previsioni dicono così e ci dobbiamo credere.
Catena ok; pressioni ok (gomme di m… ma batu u belin, vista la stagione!). Si parte!

Primo tratto AT-Rivoli su strada normale: noioso come sempre. Niente da ricordare, a parte un sorpasso ad una gnocca epica in staccata prima dell'unica curva all'entrata in Dusino (che gusto!!!

Arrivo a Rivoli e trovo celesh e signora, che saluto cordialmente visto che sono novità che (spero) vedremo ancora spesso in giro con noi.
Arrivano altri noti belinoni… ma com'è che qui son tutti accoppiati??? AIUTOOO!!! E' per caso il giro dell'amMmoreee???



Dai che si parte, dobbiamo raccattare ancora Valeriano (meno male che c'è uno s-coppiato oltre a me, altrimenti mi toccherebbe raccattare una Francese a caso… e come faccio, col monoposto e senza pedane?


Salendo la Valsusa, la cosa bella è che il cielo si schiarisce progressivamente: il grigio lascia spazio ad un azzurro intenso, deciso, stabile… una meraviglia!
Durante e dopo le Scale di Susa vale tutto… e infatti ci crediamo da maledetti, mi devo trattenere dal mettere il ginocchio a terra e lo faccio solo perché sono senza saponette!!!
W EXILLES. Sempre.
A Cesana attendiamo ursusf (col quale non riusciremo a beccarci) godendoci il tepore ed il cielo blu; dopo un po' ripartiamo alla volta della Francia.
Monginevro bello e DESERTO: apro una parentesi a favore del girare in moto in questa stagione… è una bellezza!

Arrivati a Brianzone, decidiamo di fermarci per rifornire le nostre cavalcature e noi stessi… io, Alex e Nazza vogliamo far bella figura come sempre e, al banco pasticceria del supermercato, prendiamo 3 porcate immani. Degno di nota il mio dolce, letteralmente imbevuto di rhum che mi darà una grinta nera per ore!


Dopo il lauto pranzetto, si riparte alla volta di Réotier e della cosiddetta "fontana pietrificata", passando per la nota strada di fondovalle con 4 curve in croce ma figherrime (soprattutto la mega-S dell'Argentière…



Arrivati a Saint Crépin prendiamo a destra verso il piccolo aeroporto, lo costeggiamo e proseguiamo per una strada secondaria che, lungo la Durance, ci porta a Réotier.
Parcheggiamo e, dopo una brevissima passeggiata lungo il fiume (nella vegetazione palustre si nascondono simpatici rospetti e rosponi… ma il massimo in cui si possono trasformare è Alex, Nazza! Lascia stà…

Leggo il cartellone che spiega gli aspetti geologici della faccenda, evito di annoiare i presenti con questa mia passione e mi godo lo spettacolo della natura che ho davanti.
C'è da scarpinare un pochino lungo l'erto sentiero che porta alla cima della fontana, ma si fa volentieri perché la temperatura è ideale… più che altro, il difficile è evitare che il diabete prenda il sopravvento, visto che le 3 coppiette continuano imperterrite a limonare, a scambiarsi effusioni e a farsi fare il book fotografico ci-ci-ci e mi-mi-mi!


Io e Valer ci distraiamo discorrendo dottamente di mappature… ma volete mettere???



Finiti i limoni, si torna indietro e, lungo il sentiero, ci si consulta sul da farsi: non è tardi, c'è poca voglia però di arrivare sino al lago di Embrun… perché non andiamo a Mont Dauphin, che non abbiamo mai visto?
ALE'! Presto fatto, in meno di 10 minuti siamo in cima alla fortezza gemella di Brianzone (costruita dallo stesso architetto militare, il grande Vauban) e siamo affascinati dalla particolarità del luogo: in pratica, un borghetto abitato (poco) costruito all'interno di un'antica caserma, provvista ancora di santabarbara, armeria e quant'altro.
Spettacolare come location per serial-killer, capodanni all'insegna del devasto in ogni senso e festeggiamenti scomposti in generale. E spettacolare pure il panorama che si gode da lassù: Durance ai nostri piedi e montagne come cornice.



Indugiamo volentieri, visto che il sole ed il calduccio non mollano. Cazzeggiamo ben bene, c'è tempo pure per parlare di galline autostabilizzanti!

A malincuore, dopo un bel po', riprendiamo le moto e torniamo verso casa, riattraversando il fondovalle prima del tramonto e ripassando il caro Mongi con una luce spettacolare. Il pensiero ricorrente è "Ma com'è che 'sta strada l'avremo fatta 2.000 volte annoiandoci, e non siam mai passati da bei posti come Réotier e Mont Dauphin per ammazzare un po' il tedio del drittone???"!

Prima di Susa ci si saluta: vista l'ora, decido di spararmi un po' d'autostrada (ho la visiera a specchio e inizio a non vederci una ceppa…



