Finalmente dopo tanto aspettare, sono andato a fare un corso di guida sicura e poi di guida in pista a Vallelunga.
Il corso prevedeva l'uso del proprio mezzo.
E così, non con poca titubanza, ho partecipato col Bucefalo (questo il nome dato al mostro) a questa esperienza.
La mattina il corso di guida sicura organizzato dall'ACI si componeva di una parte teorica molto interessante e ben tenuta dall'istruttore.
Alcune informazioni, nonostante la mia fame di informazioni già abbondantemente esorcizzata da tutto quello che ho trovato su internet, erano nuove e di sicura utilità.
Finita la parte teorica siamo andati sui piazzali di addestramento per gli esercizi pratici.
Ogni partecipante al corso veniva dotato di radiomicrofono per poter ricevere i comandi e i suggerimenti dell'istruttore in tempo reale.
Utilissimo vedere anche i suggerimenti dati agli altri allievi e gli spunti di discussione che mano mano venivano fuori.
Si comincia.
Primo esercizio.
Slalom tra i birilli da fare in prima marcia con distanza variabile dei birilli stessi.
Apparentemente esercizio semplicissimo... a parole.
Un allievo è addirittura caduto perché ha frenato nel momento sbagliato facendo impuntare la moto.
La tecnica era del tutto nuova.
Il peso doveva andare dalla parte opposta di dove si voleva curvare.
E per quanto strano è una tecnica utilissima alle basse velocità e in mezzo al traffico.
Per non parlare di curve di emergenza.
Secondo esercizio.
Slalom tra birilli a distanza variabile da fare in seconda marcia.
Tecnica già classica di guida su strada rimanendo sopra la moto.
Interessante l'uso del gas e del freno motore.
Terzo esercizio.
Frenata di emergenza.
Fare tre frenate a 50 kmh dopo un punto prestabilito prima col singolo freno anteriore, poi col singolo posteriore cercando di non fare bloccare la ruota ed in fine con tutte due le ruote.
Lo scopo è quello di cercare di prendere confidenza col proprio mezzo in frenata in un ambiente controllato.
Quarto esercizio.
L'anello.
Un grande piazzale con dei birilli che delimitano per una metà del percorso un slalom di 3 curve con raggio variabile.
Guida col corpo interno alla curva.
Molto interessante vedere come si percepiscono le curve e dove si dovrebbe guardare.
L'ho trovato molto divertente.
Il mio Diavolo nonostante la stazza se'è cavata alla grande

Quinto esercizio.
Slalom su pista con coefficiente di aderenza bassissimo (praticamente neve pressata).
Si usa una moto speciale con bracci meccanici ai lati (stile rotelle delle biciclette).
La moto in questo stato non curva.
Per farla curvare bisogna cercare di farla derapare.
La cosa molto interessante è il recupero dalla derapata.
Se molli il gas di botto... Highside.
Ovviamente la bassa velocità e la configurazione della moto ti permetteva di aggrapparti alla moto senza cadere... ma la sensazione è bruttissima.
Senza parlare poi di quando ti parte l'avantreno.. TERRIBILE!!!
Sesto esercizio.
Sempre basso coefficiente di aderenza, stessa moto... frenata con scarto.
Si doveva arrivare in seconda, inchiodare con l'avantreno perdere aderenza cercando di mantenere la moto dritta e poi come si perdeva aderenza, mollare il freno e cercare di evitare l'ostacolo.
Troppo strano... ma utile.
Alla fine di questi semplici esercizi, eravamo belli cotti e pronti per il pranzo.
Fine prima parte.