26 settembre circa.
Mi avevano finito di operare alla gamba ed al braccio lato sinistro, alle ore 19:30 operazione finita. Intervento durato circa 7 ore!
Avevano eliminato il fissatore esterno ed inserito dei fili di kirschner all’interno delle ossa oltre a qualche vite una placca ad “Y” dentro il braccio fuori dalle ossa, ovvio..
Devo ammettere che all’interno del gomito ci sta un sacco di roba..

Ore 22:30 circa.
Mi sveglio, perché:
Chi ha toccato il letto? Perché il letto si muove, abbassando gli occhi..
Ah ma è l’infermiera più gentile del reparto, che lo sposta fuori dalla stanza. Non era la più carina, anche se non era niente male, aveva/ha un modo di fare che era veramente uno spettacolo, si chiama Francesca.
Io:
dove andiamo di bello? (sempre bisbigliando perché di più non potevo)
Lei:
stiamo andando in sala operatoria per rifare il gesso ma non preoccuparti non è nulla di grave, (sorridendomi)
Io
Ah, oooochei vaaa bene! (era irrefrenabile l’istinto di fare il deficiente anche in rianimazione..) Contraccambio il sorriso, anche se sicuramente il suo era più carino)
Pensavo nel frattempo:
A pensarci bene però, mi hanno operato da poco,sarà da qualche ora.
Perché rifare il gesso!!? Le ossa sono ancora rotte! Mah, speriamo.. però i ferri dentro in teoria le tengono ferme.. boh non dovrebbe essere un grosso problema.. mah, speriamo.. mah secondo me c’ è qualche casino. Devo ammettere però, com’è gentile questa infermiera, una gentilezza non falsa, mi sembra le importi veramente della mia situazione, mi fa proprio piacere!
Giunti in sala operatoria ecco un dottore, un ortopedico che a quanto mi era sembrato leggere dal suo volto, era un po’ incazzato, incazzato come una belva. Osserva velocemente il mio braccio ingessato senza badare al sottile, subito dopo telefona non so dove dicendo di mandargli giù il gessista, non il c******e di prima, in meno di tre minuti.
Pensavo:
ecco, casino all’orizzonte, e da come è incazzato, bello grosso con il mio braccio, fantastico, p*****a eva!
Bene, ed ora che cavolo capit? ..
Nemmeno il tempo di finire il pensarlo ed avverto la consistenza delle sue (dell’ortopedico) dita fra la pelle del palmo della mia mano ed il gesso, ma c***o sta rompendo il gesso con le mani, ma per quale fottuto motivo lo sta facendo? Ma con le mani?
In una manciata di secondi la mano era libera dal gesso, ma stava strappando anche i peli della mia mano, ma cosa c’è incollato? Ma i peli non possono fare così male, ma c***o non ho i peli sulle mani!!
Senza fermarsi continuava anella sua operazione, Dolore dolore dolore, cosa sta succedendo perché così male!!?
Io, bisbigliando a “squarcia gola”:
aia aia aiaaia, la prego dottore, aia facc facc facciamo una pausa no no non sono pronto a resistere la prego un secondo aia davvero dottore ho male ho male una piccola pausa la prego, fa molto male Aia..
A denti stretti cercavo di soffocare il dolore, tutto il corpo in tensione irrigidito come acciaio, la rabbia montava dentro di me al punto da trasformarmi in cattiveria pura, mi veniva voglia di picchiare il dottore, se gli avessi dato un pugno gli avrei staccato la testa..
Lui continuava dicendomi che non ci voleva ancora molto. Dio Mio che male, subito, senza preavviso, non riesco ad arginarlo, il respiro è affannoso, palpitazioni, sono secondi interminabili.
Intanto l’infermiera mi parlava dicendomi di appoggiare il mio braccio alla sua schiena, sarebbe servito a sopportare il dolore ma, arriva la pausa!!
Cavolo, ero sfinito, mi girava anche la testa..
Il bisbiglio dell’infermiera verso il dottore :
in questi punti si è staccata la pelle, nel pezzo rimanente potrebbe essere peggio cosa facciamo?
l’ortopedico:
continuiamo, solo più l’ultimo pezzo meglio il dolore alla possibile setticemia, non crede?
L’ortopedico abbozzando un sorriso esclama in modo da farmi sentire:
Siamo alla fine, ancora qualche secondo, stringa i denti, siamo alla fine.
Nemmeno il tempo di capire la frase, prepararmi e.. riprende il suo lavoro!
Di nuovo il dolore inizia, subito, tutto insieme, senza compromessi, più intenso di prima, c***o che male fottuto, così non riesco c***o, stringo i denti ma non quanto male il lamento è soffocato sento che l’infermiera continua ad immobilizzarmi il braccio operato e parte del corpo, man mano che passano i secondi, continua la sofferenza e la collera diventa incontenibile nei riguardi dell’ortopedico al punto da chiudere la mia mano destra a pugno ed essere sicuro di nel trattenermi a sferragli una legnata con tutte le forze che mi rimanevano, a costo di patire le pene dell’inferno dopo.
La legnata la sferro però non all’ortopedico, a denti stretti do un pugno sul lettino con tutte le forze, lungo il mio fianco destro, emettendo un urlo rauco e contorto.
L’infermiera mi parla:
dai appoggia il braccio alla mia schiena, sono forte, non mi fai male, da forza ti aiuta.
Io a denti stretti:
ce la faccio, non ho abbastanza male!
In quell’istante provo una sensazione di dolore incontenibile davvero mai provato prima, non sono riuscito nemmeno a respirare per una manciata di secondi, tento di emettere un lamento, completamente muto, mi contorco per quanto riesco, l’infermiera si spaventa, mi parla:
Andrea, appoggia il tuo braccio alla mia schiena, non mi fai male, sono forte abbastanza, dai, forza non mi fai male, forza, prova.
Ero in preda al dolore e rabbia al punto che non capivo più niente, ogni singola fibra muscolare era tesa allo spasimo, mi è sembrato di aver sentito la colonna vertebrale scricchiolare, le dico con un gesto del capo:
Nnn oo!
Dopo u’istante mi accorgo che il dolore si era calmato di colpo, c’era ancora qualche residuo ma nulla d’insopportabile, rispetto a prima.. non mi sembrava vero, Dio ti ringrazio! Mi è preso anche un capogiro decisamente forte però ero tranquillo, non potevo cadere, ero ancora sdraiato sul letto, poi credo di aver perso i sensi..
Alcuni attimi dopo notavo che qualcuno stava ricoprendo il mio braccio, era il famoso gessista dei 3 minuti.. finalmente, chiudendo gli occhi, ho pensato:
Che bello è finita!
Riapro gli occhi, mi accorgo di essere in stanza, rilassato come non so cosa, una sensazione stranissima, le luci della stanza soffuse, in alto sul muro di fronte al letto due barre d’acciaio da circa 3 dita di diametro..
Penso:
Ma da dove saltano fuori ste robe?
(giro il viso da un lato e..)
Ma cos’ha sul letto il mio vicino (la stanza era mono letto, cioè c’era solo il mio..)? Ma poi.. sti addobbi in stile carnevale cinese? Ma quei petardi accesi? Ma guarda che nebbia, ma che c***o sta succedendo!!!? Ah, io me ne fotto e chiudo gli occhi!
Dopo qualche secondo li riapro, sulle barre che avevo visto prima, una trapezista cinese che volteggiava!
Echeddiamine, c’ è qualche cosa che non va, cosa faccio? Io chiamo l’infermiera con il campanello..
Arriva l’infermiera..
Signora senta ma il mio vicino di letto è..
Neanche il tempo di finire la frase e lei:
Non ti preoccupare, hai delle allucinazioni, è abbastanza normale, poi passano. Sono dovute alla morfina che ti abbiamo somministrato per calmare il dolore ed anche perché è da un po’ di tempo che sei in rianimazione, questo genere d’ambiente provoca allucinazioni ai pazienti. Se non riesci a resistere, ti possiamo somministrare qualche cosa per calmare tutto.
Io:
ad esempio?
Lei:
delle medicine che specifiche.. (senza darle il tempo di finire)
Io:
Infermiera, sono psicofarmaci?
Lei:
si ma molto leggeri, se non riesci, li prendo subito.
Io:
Guardi, se sono molto leggeri, posso resistere allora (col cavolo che prendo anche quelle robe)..
Sono riuscito a smaltire l’effetto della morfina nei 4 giorni successivi, le allucinazioni erano talmente reali che era impossibile, sotto effetto, capire qual’era la realtà “giusta”.. ero talmente rilassato che ero in pace con il mondo intero e credo anche con gli extra terrestri..
Meno male che quell’ortopedico si è accorto per tempo do quel problema.. In poche parole, dopo l’operazione al braccio dove è stato eliminato il fissatore esterno ed inserita la “ferramenta” interna, si è sganciato il drenaggio mentre mi applicavano il gesso. Così tutti il sangue ed il siero che usciva, si depositava fra la pelle ed il gesso. Si è indurito asciugandosi ed ecco perché asportando il gesso, in alcuni punti si è stappata la pelle..