Per la prima volta nella sua gloriosa storia la casa di Borgo Panigale (BO) ha deciso di proporre ai potenziali clienti qualcosa che di solito è rivolto solo agli addetti ai lavori: la possibilità di effettuare un Test Ride di una nuova moto per poterne apprezzare i pregi, insieme ai responsabili del progetto e ai tester Ducati, ed eventualmente trovarne i difetti.
Come Motoclub Tingavert veniamo invitati ad affettuare un Test Ride sulla nuova Multistrada 1200cc che nasce dalle mitiche ceneri della Multistrada 1100cc, migliorandone i già tantissimi e riconosciuti pregi ma proponendosi un obietivo ancora più ambizioso: diventare la motocicletta di riferimento per chi da una moto vuole...TUTTO!
Un parere immediato? Ci sono riusciti!
Anche se l'entusiasmo che ancora mi sento addosso dopo due giorni dal test mi porterebbe a scrivere tutto di getto devo assolutamente andare con ordine, proprio per "reportare" a voi nel miglior modo possibile, il più chiaro e informativo.
Il taglio che vorrei dare a questo report è di cuore e passione e impressioni sincere.
La giornata inizia alle 10.30 con l'arrivo della mia compagna d'avventura: la Tingapluridecorata Global Mod Jeanne . Si parte da casa mia e il viaggio, tra chiacchiere e risate, scivola via veloce fino alla prima vera emozione da documentare:
il cartello dell'autostrada con la scritta Borgo Panigale! (eh lo so che è da malati ...ma per chi ama le Ducati credo sia del tutto normale)
La sede Ducati è vicinissima all'uscita dell'autostrada, circa 2km, e con mezz'ora di anticipo siamo a destinazione...d'altronde non possiamo esserci sbagliati:
sotto un tendone bianco, di fronte al gigantesco marchio di Mamma Ducati, sono parcheggiate tutte in fila le moto pronte per il nostro Test Ride e il colpo d'occhio è già da far mancare il fiato...
inizio a girare intorno alla moto e mi accorgo che la linea non mi fa impazzire ma ha dei dettagli che invece trovo davvero affascinanti e distintivi del marchio che rappresenta...
una cosa chiara fin da subito è che la Multistrada è stata curata nei dettagli ed è il risultato di studi di design molto minuziosi, niente è lasciato al caso e le rifiniture sono chicche da gustare una per una.
Io e Gianna, emozionati come bambini davanti a Babbo Natale, dopo le prime mille considerazioni effettuiamo la registrazione e veniamo invitati ad entrare nel museo Ducati dove, mentre gireremo tra cimeli storici e moto da sogno, potremo pranzare.
Non ce lo facciamo ripetere due volte e, una volta lasciato l'abbigliamento tecnico nello spogliatoio messoci a disposizione, saliamo le scale che portano al museo ed è come entrare fisicamente nella storia del motociclismo:
Ducati 916:
Le Superbike, tra cui la moto campione del mondo 2006 guidata da Bayliss:
Le MotoGp:
Dopo aver mangiato, bevuto e chiacchierato torniamo nella sala allestita per l'occassione dove si terrà il briefing pre-test.
Mario Alvisi, Product Manager Ducati, ci illustra l'idea che sta dietro a questo ambizioso progetto: Multistrada 1200 vuole essere quattro moto in una, dando la possibilità al suo possessore di immergersi nell'esperienza di guida più completa...dal percorso cittadino all'enduro, dal viaggio da soli o in coppia alla guida più sportiva e aggressiva.
Come permettere tutto ciò?
Realizzando una moto che fa della meccanica e dell'elettronica perfetta la chiave di volta per ottenere questo risultato.
Multistrada permette di modificare, anche in movimento, le impostazioni della centralina tramite 4 diverse mappature:
Urban, per i percorsi urbani, Sport, per avere una moto potente e aggressiva come se fosse una SS, Touring, per viaggiare senza rinunciare alle prestazioni ed Enduro, per l'off-road più o meno estremo.
La versione S, quella dataci in prova, è dotata anche di regolazione delle sospensioni elettronica che agisce insieme al cambio di mappatura sulla centralina. Cambio di mappatura che si effettua con una facilità estrema, basta manovrare un solo tasto posto sul comando delle frecce.
La tecnologia Hands Free, inoltre, permette di non avere più la classica chiave. Il comando per l'accensione della moto è un semplice tasto sul manubrio, lo stesso tasto che a moto accesa permette la regolazione del riscaldamento delle manopole. Basta avere con se il transponder radio, che funziona sia in bassa che in alta frequenza, e il gioco è fatto.
E se perdo la chiave o mi viene rubata o mi cade nella birra e non funziona più? Tutto previsto! sul serbatoio, all'interno di un coperchuio, è allocato un tasto tramite il quale è possibile inserire un PIN precedentemente impostato.
(Per i dati strettamente tecnici e le differenze tra le varie versioni disponibili di questa moto vi rimando qui: Link a pagina di Multistrada.ducati.com
Alvisi lascia la parola a Beppe Gualini (vincitore dell'edizione 1985 della Parigi-Dakar) che ci illustra il percorso studiato (circa 70km) il quale ci permetterà di provare a fondo tutte e 4 le soluzioni possibili, percorsi diversi per stili di guida diversi ai quali si adatterà la moto e dovremo adattarci anche noi.
Da non sottovalutare è il pneumatico montato di serie su questa moto, una gomma studiata e realizzata appositamente da Pirelli in 3 anni di lavoro.
Finito il briefing è l'ora della vestizione e di salire in moto...finalmente!
Personalmente ho un po' di timore, salire su una "bestia simile" di 1200cc e 150 cavalli abituato alla mia supersportiva e ai miei semimanubri mi preoccupa un po' perchè significa avere tra le gambe una moto completamente diversa, sia nel peso che nell'impostazione di guida.
I timori svaniscono immediatamente! Basta salirci e fare la prima manovra ed uscire dal parcheggio per rendersi conto che questa moto è incredibilmente leggerissima, agile e gestibile.
La prima parte del percorso, in mappatura Urban, prevede l'uscita dalla città. La centralina, in questa configurazione, eroga 100cv potenti ma docili da sfruttare nel traffico. Si può "trottare" tranquillamente senza problemi ma al momento giusto basta ruotare leggermente la manopola del gas per togliersi da qualsiasi impiccio. Quello che lascia subito esterrefatti, lo ripeto, è l'agilità e la facilità di movimento!
Lasciata la città passiamo alla mappatura sport, 150cv pieni e incazzati, da scaricare a terra su uno splendido percorso misto appena fuori Bologna.
Mamma mia che goduria! La moto, per dirla alla Capirossi, "tira da bestia" e vi assicuro che uscire dalle curve, spalancare il gas e sentire la coppia del bicilindrico Ducati è un'esperienza mistica!
Anche in questa configurazione la guida è semplice, la moto scende in piega con una facilità che lascia a bocca aperta...basta pensare alla curva e alla traiettoria che si vuole fare e la moto sembra capirlo e comportarsi esattamente come il pilota vorrebbe. Lì la metti e lì sta, senza reagire bruscamente e imprevedibilmente neanche quando il polso si disconnette dal cervello e spalanca, tutto e subito!
E' l'ora della parte che più mi preoccupa: l'enduro. Non ho mai guidato su un percorso di questo tipo e chiedo qualche consiglio a Gualini. Sorride e gentilmetne mi spiega di stare in piedi sulle pedaline, portare il peso indietro e tenere l'anteriore scarico.
A tutti dice di andare a cercare le buche, le sconnessioni, di maltrattare la moto insomma, per poter godere a pieno delle emozioni che Multistrada può dare anche in off-road. Passiamo alla mappatura Enduro e si parte.
Gianna mi precede e percorriamo questa parte del tracciato praticamente insieme. Difficile? per niente! la strada è quasi tutta in discesa e presenta anche dei difficili tornantini strettissimi...sorrido sotto il casco nel vedere la facilità con cui riesco ad affrontarli, andando certamente piano è ovvio, ma conscio che non sono io ad essere portato per l'enduro ma è la moto che mi sta aiutando alla perfezione.
Alla fine del percorso off-road Beppe Gualini ci dice che affronteremo un rettilineo sul quale sono presenti 6 dossi di rallentamento...cosa dobbiamo fare? Posizione in piedi, peso indietro e gas aperto! Seguo la Jeanne anche in questa parte e...non ci credo! I dossi si affrontano come se non esistessero, Gianna addirittura fa saltare involontariamente il posteriore che atterra di sbieco e si rimette dritto immeditamente...a lei l'ho raccontato, lei non se ne è accorta.
Si passa quindi alla mappatura Touring, la strada torna ad essere asfaltata e tutta da guidare. Si torna ad avere disponibili tutti i 150cv ma con un'erogazione meno aggressiva rispetto alla mappatura "sport".
Non ho idea di quanto sia stato lungo il tratto da percorrere, so solo che avrei voluto durasse all'infinito. La dimestichezza e la familiarità che la moto trasmette fin da subito in questa configurazione sono ancora più accentuate e mi sembra davvero di guidare bene, e forse lo sto anche facendo, perchè tutto mi riesce facile e naturale come mai prima.
Si torna all'Urban per l'ultimo tratto cittadino prima del rientro "alla base" e saperlo, che bisogna tornare, mi mette un po' di tristezza.
Parcheggiate le moto sotto il tendone ci si scambiano subito le prime impressioni e, temendo un po' di risultare troppo entusiasta, ascolto gli altri partecipanti che, forse, lo sono ancora più di me.
Ci svestiamo e torniamo nella sala nella quale tutto è iniziato per il de-briefing preceduto da un ristoro offerto da Ducati.
Ci fanno compilare una scheda di valutazione nella quale dobbiamo inserire dei voti da 0 a 10 riguardanti vari aspetti. Il mio voto più basso è un 7 alla voce "estetica", il più alto è un 10 in varie voci, tra cui quanto consiglierei questa moto ad un amico.
Gualini chiede a tutti noi, a turno, di esporre al gruppo le nostre impresisoni sia positive che negative e si discute ancora insieme delle sensazioni avute da ognuno di noi.
L'impressione che va per la maggiore è che questa moto è risultata per tutti positivamente sorprendente, soprattutto per la maneggevolezza e facilità di guida, e molti possessori di moto dello stesso settore di mercato sono convinti che ad oggi comprerebbero Multistrada.
Ducati ci ringrazia per aver partecipato (loro ringraziano noi!

Difetti? qualcuno si. ho trovato un po' scomodo all'inizio modificare la temperatura del riscaldamento delle manopole e qualcuno ha fatto notare che una zigrinatura maggiore delle pedaline permetterebbe più "presa" nell'appoggio dello stivale. Dimenticavo...il cavalletto centrale è un po' vicino alla pedalina sinistra e a volte con il tacco lo si sfiora.
State ridendo? ci credo...perchè questi sono davvero gli unici difetti che ho trovato in questa moto che, gusti e necessità particolari a parte, potrebbe tranquillamente essere considerata la moto definitiva.
Sono stato prolisso, lo so, ma concedetemi ancora qualche ringraziamento:
- a Ducati, per la possibilità che ci ha dato
- a Valentina, Stefania e tutto lo staff per l'accoglienza, la gentilezza e la disponibilità
- a Beppe Gualini e agli altri istruttori, per averci guidato nel Test e aver risposto ad ogni nostra domanda, anche la più banale
e infine a Gianna, grande persona e grande motociclista, con la quale sono felice ed orgoglioso di aver condiviso questa esperienza meravigliosa!