Sono appena tornato da un giro in lessinia, (nel veronese vicino a casa mia) in quello che sugli opuscoli viene pomposamente chiamato "il parco naturale regionale della lessinia". Che tristezza... piste da sci quasi deserte, locali pubblici chiusi o vuoti, nessuno in giro. D' accordo oggi è giorno feriale però... e d' estate la situazione non migliora... Al che mi chiedo: non è forse il caso di essere un pochino più pragmatici e invece di creare parchi e mettere divieti che allontanano ancora di più la gente, cercare di allargare la cerchia dei possibili visitatori magari facendo in modo che vi sia libero accesso alle moto (ovviamente in regola con il codice della strada, limiti fonometrici e di velocità inclusi) ai sentieri che portano alle malghe in quota almeno fino a una certa altitudine? E perchè non usare i poco frequentati impianti di risalita e creare percorsi estivi per la down hill? Il problema secondo me è dato in primis dalla miopia dei politici, ma credo anche dal fatto che la protezione dell' ambiente è sempre stata appannaggio di persone che vedono un solo modo di vivere e amare la montagna, il loro, e al contrario cosiderano la presenza di mezzi a motore (moto in primis) la fonte di ogni sventura. Bèh, mi sembra che la loro azione abbia avuto come effetto l' allontanamento di un possibile target di utenti (fuoristradisti e motoescursionisti in primis, ma anche chiuque non desideri o non possa scarpinare ore per vedere un bel panorama), con buona pace dei gestori di rifugi e strutture ricettive locali, ai quali non dispiacerebbe avere qualche altro cliente oltre ai soliti (pochi) escursionisti a piedi. Ma al contempo non sembra proprio che la loro miope azione abbia fermato la realizzazione delle cave di marmo che sventrano la montagna e deturpano il paesaggio,ne delle relative segherie che scaricano nei progni, ne dal cemento selvaggio che ha costruito orrende palazzine a san giorgio o dagli allevamenti in quota che inquinano le falde...
