Buondì.
Dunque il problema è molto semplice: come far notare la nostra presenza a "quelli lì" che si aggirano sui mezzi dotati di un numero di ruote superiori a due?
Quante volte è la nostra "invisibilità" a causare incidenti più o meno gravi e quante volte non riusciamo a capire come sia stato possibile che nonostante tutto quell'automobile non ci abbia visto.
Non serve avere un'Electra Glide con tutta la luminaria accesa e magari aver pensato di colorare la nostra ammiraglia di Milwaukee con una fantastica vernice fosforescente. Nonostante tutto questo nessuno ci vedrà nessuno a quell'incrocio dove la precedenza, che ci spetta di diritto, sembra dire "si si, tu passa però io non mi assumo responsabilità".
E non vi parlerò delle macchine che procedono con i retrovisori chiusi, con lo specchietto centrale offuscato da scatole e valigie che dal portabagagli dell'auto ingombrano l'intero lunotto posteriore, o di abili guidatori che mentre con una mano si scaccolano, con l'altra reggono il telefonino, l'ipod, iphone e l'i-mortacci loro.
Non vi parlerò di questi, perchè alcune volte il miracolo avviene: qualcuno ci vede e ci riconosce e capita che, mentre si stia viaggiando in fila, si spostino un pò più a destra lasciandoci la possibiltà di sfilarli in tutta tranquillità. Forse si tratta di motocicilsti in incognito, o di esseri umani vicini alla beatificazione.
Dunque, può capitare ma finalmente sei stato visto è riconosciuto, ora a quell'incrocio sai che nessuno si piazzerà nel mezzo per svoltare tagliandoti la strada....
...E INVECE NO!!!
Perchè una simpatica Tipo grigia, dopo essersi piazzata al centro dell'incrocio onde svoltare a sinistra, mentre sulla tua endurona d'altri tempi ti trovi a meno di dieci metri dal centro dell'intersezione, decide di concludere la svolta cozzando in pieno contro il posteriore della moto.
Di norma avresti dovuto piroettare come la Fracci ed essere fiondato a qualche metro spatellandoti o sull'asfalto o fra le viti di trebbiano delle quali l'autista della suddetta macchina dev'essere un profondo estimatore...ma nonostante tutto, grazie all'intervento intradimensionale di Shub-Nigurrath sei ancora in piedi. Tant'è che una ventina di metri dopo, finita di domare una sbacchettata degna della superbike, ti fermi e scendi di tua sponte dal motociclo. Dopo aver constatato i danni, volgi il tuo sguardo verso l'incrocio e ti accorgi con tua sorpresa che la musa delle tue madonne, cioè la Tipo, si è dileguata come una flatulenza fra le natiche di un cane in corsa.
Si potrebbe palesare anche il reato di omissione di soccorso, visto che nell'impatto il tuo piede sinistro è rimasto fra il telaio della moto ed il parafango dell'auto causandoti non poco dolore ed il trauma conseguente, testimoniato dalle lastre del pronto soccorso, è una prova più che sufficiente del danno cagionato alla tua persona.
Niente da fare, il reo è scomparso mentre di lui a terra rimangono pezzi di plastica ed il vetro in frantumi di un fanale. Almeno hai accecato il mostro!
By the way, ti sei spiegato perchè tutto ciò sia accaduto? Fino a pochi metri dall'incrocio fatale tutto stava filando liscio: un'automobile intenta a svoltare a sinistra si pone al centro del dannato crocicchio attendendo il tuo passaggio indi per cui, in tranquillità e con fierezza, hai mantenuto la tua andatura nel rispetto dei limiti e sei transitato (ci hai provato almeno) sfarfallando con gli abbaglianti per far notare ancor di più la tua presenza...
Rifletti un attimo: forse il caso si è creato proprio per questo: il tuo lampeggio è stato interpretato come un via libera al suo attraversamento, come quando cerchi di notiziare un pedone del fatto che vuoi farlo attraversare o proprio come quando qualcuno ti da precedenza anche quando non ti spetta. Proprio come hai fatto tu alcuni minuti or sono.
Non ti senti più di condannare colui che in realtà è pienamente colpevole, anche perchè poteva almeno fermarsi per sincerarsi delle tue condizioni. L'impatto c'è stato!
Concludendo: è molto, molto importante quando si guida un mezzo conoscere e capire le esigenze e i possibili comportamenti degli altri utenti della strata che siano essi camionisti, automobilisti o motociclisti onde prevedere ed evitare spiacevoli situazioni.
Questa volta io avevo sbagliato, nonostante avessi il pieno diritto a transitare, segnalando in quel modo il mio arrivo e credo che se fossi stato nei panni dell'automobilista avrei anch'io completato la svolta.
Insomma l'automobilista, il centauro o l'autista, per strada, non vive in un mondo a se stante. Ha necessità di convivere e condividere con gli altri utenti oneri ed onori della guida e soprattutto necessita di dover parlare la stessa lingua, cosa che puntualmente è alla base di molti spiacevoli accadimenti.
Auspicherei che le patenti inferiori (A e B) dialogassero durante la fase di conseguimento con le patenti professionali, in modo da aver più chiare le esigenze delle une e delle altre.
Per i più radicali automobilisti e centauri il tutto si potrebbe tradurre con un semplice "Conosci il tuo nemico".
Ah dimenticavo, ovviamente l'impattare con situazioni critiche e conseguentemente fare esperienza è di primaria importanza, però una buona base teorica come al solito non guasta.
