Era da un pezzo che ero curioso di salire a Passo Buole e vedere cosa c'era lassù....Nel 1916 fu teatro di una sanguinosa battaglia fra l'esercito italiano e quello austriaco che, se avesse conquistato il passo, avrebbe avuto la strada libera per l'avanzata verso Rovereto e la val d'Adige. Fondamentale quindi, per l'esercito italiano, resistere ad ogni costo e così fu e a quale prezzo lo possiamo immaginare, tant'è che il luogo, nella retorica post-bellica, fu chiamato "le Termopili d'Italia". Non vado solo, mi trovo con il mio amico Guido, arzillo e vitalissimo pensionato 65enne, ad Ala e dopo i rituali caffè + brioche + sigaretta partiamo. Le nostre cavalcature, per oggi, sono 2 "veterane" Honda, la mia 600 è del 1984, la 400 di Guido del 1985. La strada si dirama dalla statale 12 qualche km a nord di Ala, si infila subito in una stratta gola rocciosa.
Qualche centinaio di metri più avanti, dopo una ulteriore diramazione diviene sterrata ed un cartello (peraltro poco regolamentare) fornisce un prezioso consiglio:
Per un paio di km la strada procede risalendo il fondo della valle, si attraversa un paio di volte un torrente in secca, la vegetazione è rigogliosa ed il paesaggio piuttosto selvaggio, mi giro indietro e sembra proprio di essere fuori dal mondo, immersi completamente nel bosco!
La valle si chiude, la strada inizia a salire e a farsi ripida, il fondo diviene più dissestato ora ci sono sassi smossi e solchi scavati dalle piogge, è necessaria una certa attenzione per procedere e preferisco guidare stando in piedi, per avere più visuale e controllo della moto che, da parte sua, se la sta cavando benissimo. Continuiamo a salire, affrontiamo diversi tornanti stretti, la strada in molti tratti è esposta e scavata nella roccia, incontriamo una lapide a ricordo dei costruttori della strada:
In certi punti, nella parete rocciosa a fianco della strada si trovano delle nicchie, alcune grandi qualche metro, probabilmente rifugi o depositi usati al tempo della Grande Guerra.
Saliamo ancora, la strada a tratti è esposta al sole:
Per altri tratti, invece, si addentra in bellissimi boschi:
Dop circa 10 km e quasi 1300 metri di dislivello giungiamo finalmente al Passo: su una radura una piccola cappella-monumento ricorda i caduti nella battaglia, poco lontano un obelisco e alcuni cartelli con la spiegazione dei fatti storici e delle indicazioni per i camminamenti e le trincee. Queste ormai sono molto poco visibili, ormai la vegetazione si è riappropriata di tutto lo spazio disponibile e quelle che una volta erano le varie opere di difesa ormai si possono quasi solo indovinare in mezzo al bosco o tramite i resti di muri ormai crollati.
Facciamo la foto di rito davanti alla cappella:
Il panorama è magnifico, dall'altra parte della valle possiamo ammirare l'altipiano di Brentonico:
E prima di ripartire approfitto di qualche frutto del bosco.....
Scendiamo da un'altra strada, tutta in mezzo al bosco, che ci porta fino ai ruderi della Malga di Val di gatto, dove un temuto cartello ci si para innanzi:
E qui è meglio tacere su cosa abbiamo fatto....

O meglio, si può immaginare, fatto è che dopo qualche km siamo "salvi" e incolumi e la strada si va ad allacciare alla comunale che da Ala porta a Ronchi, paesino di 4 case posto in fondo alla valle omonima. Anche qui la sensazione è di essere fuori dal mondo, circondati da boschi e alte montagne. Ci fermiamo nell'unico bar e, parcheggiate le moto, ci dedichiamo ad un lauto pranzo con birra e pane&salame.
Ritorniamo ad Ala, saluto Guido ma per rientrare a casa non ho voglia di fare la consueta "destra Adige", così ad Avio mi infilo su per la provinciale verso Prà Alpesina e il Monte Baldo. Il traffico è scarsissimo, una volta in quota la temperatura è piacevolmente fresca e l'incontro con un capriolo che mi attraversa tranquillo la strada (andavo tranquillo anch'io comunque), i panorami bellissimi e il tranquillo "pot-pot-pot" del mio motore monocilindrico mi fanno sentire per un po' in pace col mondo.
Ammiro un po' di panorami:
A Novezza questo striscione mi ricorda il prossimo motoraduno, cui ovviamente non manco di partecipare da diverse edizioni (aspetto naturalmente anche molti amici Tingavertiani....).
Poi giù verso Ferrara di Monte Baldo, Spiazzi e poi casa. 130 km fatti, di cui 30 in sterrato niente male, 1 giornata in compagnia e relax. Alla prossima!