Ciao a tutte... beh! un saluto anche agli altri...

Leggo quante di Verona... Napoli... e di Livorno, quante?
Per chi non la conoscesse... Livorno... mi piacerebbe descriverla così, con le parole di Curzio Malaparte:
Non ero mai stato a Livorno, e la prima volta che m’incontrai con dei livornesi m’innamorò la loro parlata larga e cantante, e insieme il rosso delle loro labbra. Un rosso che non era quello vinoso, paonazzo, della gente di mare, né il rosa pallido di tutti gli altri toscani; ma un bel vermiglio, proprio il vermiglio del sangue.
[...]
La parlata dei livornesi, larga, cadenzata, sonora, al tempo stesso violenta e dolce, mi pareva nascesse dall’ebbrezza di un sangue troppo vivo e ricco. Le parole uscivan loro di bocca già tutte fatte, rotonde, pienotte, si sentiva che provavan gusto a pronunziarle, a dar loro quell’accento, quella cadenza, quella forza. Eran parole in forma di seni giovani, di frutti maturi e polposi, pesche, albicocche, susine, pomodori, e dovevan lasciar nel palato un sapore forte e soave. Era forse il succo di quelle parole che tingeva di vermiglio le loro labbra carnose. Se chiudevo gli occhi, ascoltandoli, mi sembrava di veder sgorgare dalla loro bocca, come da una cornucopia,un fiume di bei frutti maturi; ne sentivo anch’io il sapore caldo e profumato, e pensavo che la lingua toscana, così nobile e magra, prendeva da quella pronuncia ricca, pingue, da quell’accento cantante, da quella cadenza felice, un tono dovizioso, quasi orientale.
Immaginavo Livorno come una città opulenta, dalle vie larghissime, dai palazzi sontuosi, affacciata su un mare denso, d’un azzurro cruento, dove i tramonti mettevano un riflesso di vigna, di verziere, di frutteto, il riverbero di un’estate d’oro, di un autunno colmo di doni [...]
Salutami Livolno
(Da "Maledetti Toscani")
PS
Scusate la degressione... ma quando ci vuole, ci vuole...