Autovelox, in Senato lo stop agli 'agguati'
La prossima settimana saranno discussi due emendamenti del parlamentare comasco Celestino Pedrazzini al decreto sulla patente a punti
Due emendamenti. Poche righe, da aggiungere al primo articolo del decreto 21 settembre 2005, numero 184, in discussione al Senato. Poche righe ma dirompenti. Perché le modifiche proposte dal senatore comasco Celestino Pedrazzini (Lega Nord) al testo di legge che dovrebbe 'aggiustare' il regime della patente a punti potrebbero davvero creare scompiglio. In sostanza, il parlamentare del Carroccio propone due novità: stop ai controlli con le auto civetta e stop agli incassi delle multe da parte dei comuni e dei consorzi di polizia locale.
«I blocchi di controllo, effettuati dai vari organi di polizia sulla rete stradale, devono essere preventivamente segnalati, effettuati con auto di servizio visibili e identificabili». Questo il testo di uno dei due emendamenti. L'altro, relativo ai proventi delle multe, più tecnico, destina «almeno l'80%» delle entrate al fondo unico statale su cui vengono versate già adesso le contravvenzioni elevate dalla polizia e dai carabinieri. Con un accorgimento: i soldi dovranno essere utilizzati «nelle singole regioni proporzionalmente alle entrate».
Insomma, «basta agguati» dice Pedrazzini. E stop «alla politica di incassi surrettizi che i Comuni talvolta scelgono quando sono a corto di denaro». La scelta dei due emendamenti, che saranno discussi la settimana prossima a Palazzo Madama, è chiara.
«Dopo quanto accaduto sulla Statale Regina - spiega il parlamentare lariano - era importante sottolineare l'importanza della sicurezza e della prevenzione ma, allo stesso tempo, sradicare la mentalità di taglieggiare la gente. Uso un termine volutamente forte perché non può definirsi in altro modo una multa di centinaia di euro per il superamento dei limiti di velocità di 5 km/h».
«Lo Stato non può essere nemico del cittadino - insiste Pedrazzini - l'effetto sorpresa non è un vero deterrente. Se veramente vuoi fare prevenzione devi lavorare a viso aperto, senza nasconderti».
Secondo il senatore della Lega, poi, va bloccato sul nascere il sistema di «autoalimentazione» dei bilanci. «Nessuno vuole che i Comuni non incassino le multe ma non è nemmeno possibile che gli stessi enti locali vivano o prosperino sulle multe. Obbligarli a versare i soldi in un fondo regionale può essere forse una provocazione, ma potrebbe servire a innescare una riflessione sul modo in cui la polizia locale impiega i suoi uomini».
Il decreto 184, che dovrà essere approvato entro il 21 novembre, sarà discusso come detto nell'aula del Senato la settimana prossima. Per entrare in vigore dovrà naturalmente ottenere anche il voto favorevole della Camera dei Deputati.
Fonte: Corrieredicomo.it
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