Da tre anni possiedo una Fazer 1000 del 2005. Provengo da altre esperienze con altre motociclette, ma subito prima di questa ho avuto tra le mani uno degli scooter più amati e nel contempo odiati dalla Comunità alla quale mi sento di appartenere.
Il mezzo in questione è il T-Max. Si può dire quello che si vuole, ma io ho trovato l’esperienza fatta con tale mezzo molto appagante sotto il profilo tecnico: motore, stabilità, freni, autonomia e protezione agli agenti atmosferici. Sotto il profilo del raziocino, tale mezzo è adatto anche alla città, anche se è pesante e lungo di primo acchito, e pure ai lunghi viaggi. E’ divertente anche tra le curve dei passi e ottimo come mezzo-navetta per i tragitti casa-lavoro.
Ha una decente capienza del sottosella che, assieme al bauletto da me montato, ha fatto sì che tale mezzo mi sgravasse dall’uso dell’auto per quasi tutto il periodo dell’anno eccetto, naturalmente, i mesi più a rischio-ghiaccio sul manto stradale.
Il T-Max, a mio modesto parere, è praticamente “quasi” una moto vestita, almeno dal punto di vista della sicurezza. Buonissimi freni, tenuta in curva buona ed è per questo che è un po’ lungo, ma ne guadagna la stabilità. Sembrerà strano detto da un motociclista ma ha anche un buon “tiro” ai bassi regimi, anche se in partenza non è un fulmine di guerra.
E’ normale dato che scaricare di botto 44 cavalli non è consigliabile con un mezzo senza frizione e trasmissione a cinghia. Una pecca si ha nella forcella anteriore, troppo “morbida” per i miei gusti ma, d’altronde, è un mezzo confortevole come segmento, quindi nulla di strano se non ha prestazioni di ciclistica da super moto. Altra pecca, e oggi dati i Tempi, non è uno scherzo, sono i costi di manutenzione. I tagliandi, specialmente quelli dei 20.000 che si ripetono dopo altrettanti chilometri percorsi, sono molto cari. Molto più cari di un tagliando normale della moto che ho oggi. I consumi, se non si parte sempre a manetta ai semafori, e non lo si dovrebbe fare mai, si attestano sui 6-7 litri ogni cento chilometri.
Per essere un 500 bicilindrico a iniezione (la mia versione era del 2006) direi senza infamia ma anche senza lode. Questo il raziocinio...
Ecco alcune foto dello scooter.


E con il suo pilota in sella!

Ma ora passiamo alla vera passione. Che è AlbaRosa, la mia Fazer.
E’ la mia attuale moto che porto avanti e indietro e con la quale ho fatto un paio di raduni proprio qui, con il Tingavert.
Moto ogni-tempo per come la vedo io. Una delle ultime con sella non spaccata in due e quindi comoda, adatta a tutto ciò che si vuole fare con una moto come questa. Ormai certamente datata nello stile, nasconde dentro al telaio in tubi un motore davvero potente da 140 cavalli.
Anche troppi a mio parere, che appena si ruota il gas si fanno sentire. Un po’ “addolcito” data la provenienza, ma che si fa rispettare comunque anche oggi.
Anche qui abbiamo un anteriore troppo morbido, che assorbe bene le asperità ma tende ad affondare un po’ nelle frenate più grintose. Con un doppio disco da 298 all’anteriore, anche quello derivato dalla R1 dell’epoca e uno singolo al posteriore da 267 la moto frena bene e un po’ la teleidraulica ne risente.
Il retrotreno invece lo trovo stabile, anche se non sono uno smanettone, e con le gomme che ho montato, Dunlop Qualifier, il Tutto funziona egregiamente. Essendo la moto semi-carenata non si soffre l’impatto all’aria a velocità codice in autostrada.
Avendola comprata con i distanziatori al manubrio e con un cupolino maggiorato l’ho trovata davvero comoda e poco stancante alla guida. Il bello di questa moto è che te la godi anche andando piano, perché il tiro in basso è notevole e non serve cercare in alto la cavalleria.
Molto onestamente devo dire che gli “ottomila” questa moto con me li ha visti raramente.
Anche il passeggero sta comodo, con i “classici” 40 centimetri di distanza tra sella e pedane e non soffre nemmeno chi è alto oltre il metro e sessanta.
Ma, Vi prego, concedetemi una battuta, avendo io per compagna una Motociclista D.O.C. questo non è davvero un problema, dato che la passeggera in quasi due anni l’ha fatta si e no tre volte e per due volte è stato quando ho dovuto portarla dal meccanico a ritirare la sua Ducati.
Purtroppo, per necessità ho dovuto montare un bauletto che stona un po’ con la bellezza del mezzo, ma che è assolutamente necessario per l’uso che ne faccio. Sino ai 140 orari nemmeno si sente e quindi diciamo che il fastidio è solamente estetico.
Il cambio è onesto, abbastanza preciso, l’erogazione è un po’ “ruvida” ma ci sta. Il telaio non saprei non avendola mai sfruttata, che poi in strada è impossibile per i vari motivi che ben sapete.
Ecco la moto fotografata durante un giro sull'altipiano Carsico.

Anna io e AlbaRosa alla baia di Sistiana...

Ed infine cavallo e cavaliere insieme! (Chiedo scusa per il bidone verde... davvero poco estetico.)

Che dire ancora se non che sono felice di essere tornato alla moto, che è passione, anche se, debbo dire che il T-Max mi ha molto divertito.
Ma al Cuor non si comanda e così sono tornato al cambio, alla frizione, ai quattro cilindri. Insomma, sono ancora, anche se più attempato, un bambino con il suo giocattolo preferito. Con la cognizione che questo giocattolo è si bellissimo ma anche, a suo modo, pericoloso.
Auguro a tutti Voi sempre, una buona e serena strada. In moto e nella Vita.