Inutile raccontare tutta la solita trafila pre-ritrovo rivolese: gli automatismi sono collaudatissimi e tutto si svolge sempre nello stesso modo.
L'unico fattore che, forse, può cambiare è la scelta fra autostrada e strade normali. Visto l'orario di ritrovo, combinato con una sveglia nera (di Sab mattina!


Al distributore trovo niky52, più mattiniero di me, e passo il tempo con lui a discorrere amabilmente del prezzo degli accessori delle moto e di come si trovi con la sua nuova cavalcatura.
Alla spicciolata arrivano tutti: tra vecchie conoscenze e facce nuove siamo un bel numero.
Giungono, nel frattempo, brutte notizie da Susa: il Ter ci scrive che, a causa di una corsa ciclistica francese, il Monce potrebbe essere chiuso, oppure poco praticabile causa gara in corso.

Dopo qualche esitazione (ed aver pensato di annullare il giro, facendone un altro differente... e qui si sprecano le proposte più inverosimili!), decidiamo di non decidere ora ma a Susa, e partiamo alla volta del capoluogo della valle.
Nulla da segnalare tra statale e tratti autostradali gratuiti; arriviamo a Susa e il Ter (figlio-accompagnato) ci spiega che il Monce è assolutamente aperto ma... che i ciclisti sono partiti poco tempo prima, quindi ce li ritroveremo tutti in mezzo alle b.a.l.l.e !!!



Partiamo, sperando di non dover fare slalom strani... e invece li dobbiamo fare eccome, e quasi fino al colle: dopo numeri di vario tipo, giungiamo al solito bar in cima e ci prendiamo un veloce caffettino... mentre i primi della gara ci superano nuovamente.
Ripartiamo alla veloce e riusciamo a percorrere la discesa verso Lanslebourg senza grossi intoppi, come anche la valle della Moriana, noiosetta e caldo-umida comme d'habitude.
Da Modane in avanti è, se possibile, anche peggio: soltanto i bei panorami aperti ci aiutano un po'.
Arrivati a San Giovanni di Moriana prendiamo quello schifo di stradetta stretta e sporca che si snoda attraverso Saint Jean e Saint Sorlin d'Arves;


Arrivati in cima, gli altri parcheggiano ed io cerco di far capire al Ter e a driller92 che bisogna fermarsi...


Giunti tutti a destinazione, ci diamo alle solite libagioni che tanto piacciono a Edo (non prima di aver rischiato almeno in due di prendere una bella facciata sulle rocce del praticello davanti al bar

Durante il pranzo, si discute animatamente sul prosieguo del giro: in condizioni normali, probabilmente si proseguirebbe verso ovest per poi uscire sulla D526, piegare verso Allemont e poi tornare verso est attraverso la Grave e il Lautaret.
Col tunnel du Chambon chiuso fino a data da destinarsi (disdetta che, praticamente, sta tagliando in due questa parte di Francia da mesi!), siamo costretti ad usare un po' di fantasia... tra la proposta di andare al Lac du Verney (originale destinazione del giro odierno) e poi tornare per la stessa strada dell'andata, e farsi invece il Télégraphe e il Galibier, sbucando dal Lautaret e tornare dal Mongi, vince (poco) clamorosamente quest'ultima, scopiazzata vergognosamente da una mia idea settimanale bocciata in malo modo da Alex... che poi - ancora più vergognosamente! - la fa propria al momento opportuno!
E' proprio un gran classico dei capi, eh!



Scendiamo con circospezione dalla montagna attraverso lo stesso cesso di strada dell'andata (ma con la panza piena sembra meno cesso, e ci divertiamo decisamente di più

E così fu che il Télégraphe diventò un colle missilistico... cine nero fino in cima e poi ancora dall'altro lato, proprio un bell'andare!




Verso il Galibier, ecco il punto più alto della tamarrìa motociclistica: la presenza del fotografo in mezzo ad una curva.





Al Lautaret facciamo una sosta per rilassarci un po', poi ripartiamo verso Brianzone.
Sul Monginevro cerchiamo di crederci ancora ma la presenza inusitata della peggior combinazione possibile di umanità stradale (merenderos + ciclisti)


Personalmente, in 200 m scarsi vedo i fantasmi del giugno passato materializzarsi pericolosamente per ben due volte:



Monginevro-Clavière in un amen, e poi meritata pausa al bar in centro, tra bibite, chiacchiere e caffè americani.
Dopo questo break ci si saluta tutti (con un encomio all'amico milanese, grandissimo, che si deve sparare ancora un bel po' di km prima di arrivare a casa...


Dopo aver salutato il Vufero a Rivoli, proseguo tranquillamente attraverso la tangenziale torinese; preso dai morsi della fame mi fermo a Nichelino sud ed acchiappo al volo un classicissimo camogli per tamponare fino a cena.

Coincidenza: arriva uno sconosciuto con un K come il mio, col quale inizia un grande dialogo - come se fossimo amici che non si vedono da vent'anni - su quanto vadano bene 'ste moto, ecc... ecc... .
Come chiudere bene un tranquillo giretto per 5 colli!

