Giro corto, visto che il we è incastrato fra viaggi, impegni, elaborazioni e tagliandi costosissimi a moto italiane,

Quando il giro è corto, ci sono 2 certezze:
1 - ci sarà un casino di gente
2 - Edo ci prenderà in giro, evitando con massimo sdegno di partecipare.
La prima certezza si concretizza Ven sera: guardo l'elenco e mi spavento.

Una ventina di persone… che casino! Però sono contento, perché c'è sempre la possibilità di conoscere nuovi amici che condividono LA passione…

La seconda certezza mi si disintegra davanti agli occhi quando arrivo a Rivoli: lì c'è già il buon Edo che, dopo poco, inforca gli occhiali da prufesùr e si mette a far l'appello!

Il bel gruppo si compone in pieno e si parte tutti alla volta del Moncenisio: per molti è la prima volta al Monce di quest'anno… me compreso.
Il trasferimento è notissimo: come d'abitudine, danziamo fra statale ed autostrada per minimizzare il tempo di trasferimento e non dare un euro ai gestori della A32.

Il grande momento della giornata arriva quando giungiamo ad Avigliana: notiamo già in autostrada, sui tabelloni, segnalazioni tipo "Coda in uscita ad Avigliana Ovest" e "Attenzione: trasporto eccezionale in atto"… infatti a bordo-rotonda troviamo Enrico64 (sempre fedelmente accompagnato dalla paziente - e ora ultra-comoda! - Milena) vicino al suo nuovo pullman… ehm TIR… ehm moto, vabbè!



Raccogliamo al volo lui e tutta la scorta tecnica



Si arriva a Susa… e lì scateniamo l'inferno!

La salita verso il Monce è paragonabile alla corsa che farebbe un assetato verso un'oasi, oppure un assatanato verso una bella gnocca (ne sapevo qualcosa, una volta…


Arrivati quasi in cima, tra tardivi muri di neve, rivoli d'acqua lungo la strada e pietre un po' ovunque, ci diamo una calmata ed attendiamo l'arrivo del resto del gruppone.
La star di giornata (l'imponente GoldWing del buon Enrico64) è oggetto di foto di dubbio gusto e domande assolutamente lecite, da "Cos'è questo?" tocchignando ogni sorta di pulsantino


Visto che, magari, dopo pranzo sarò un po' appesantito, chiedo gentilmente ad Enrico se ospita la mia moto in una valigia laterale e me stesso nell'altra, in modo da fare il viaggio in sicurezza…

Facciamo passare un po' il tempo in allegria, cercando lo sportellino in cui Enrico tiene i giochini che gli piacciono tanto, e poi ripartiamo alla volta di Modane (già, perché il giro viene cambiato in corso d'opera… diventando quello che posterò qui sotto).
Visualizzazione ingrandita della mappa
Prima però c'è la discesa verso Lanslebourg… e anche qui, giù cine a manetta! Ma un po' meno perché il fondo stradale (strano per la Francia) non è il massimo, fra strisce in bitume ed avvallamenti.

Da Lanslebourg, proseguiamo verso il paese in cui, come tutti sanno, fanno degli scarichi tamarri (Termignon)

A Modane decidiamo di fare, per una volta, i motobaristi e cerchiamo un locale per un caffè… giriamo un pochetto ed alla fine troviamo un baruccio in una piazzetta.
La invadiamo coi nostri mezzi e scorgiamo i volti preoccupati di qualche simpatico vecchietto dentro al bar… entra per primo Alex e viene interrogato immediatamente da uno di questi, un tipo fortissimo coi baffi a manubrio vestito tutto elegante, che probabilmente sarà al 15° bianchetto della mattinata (visto il rossore alcoolico).

Alex non ci capisce niente, farfuglia roba in esperanto-calabro


Che ci frega degli harleysti? NOI CI PORTIAMO IN GIRO IL TRANS(molto trans)ATLANTICO DI ENRICO!

Che infatti è subito oggetto delle attenzioni dei vecchietti, con somma preoccupazione del dutùr (che sarebbe ora si facesse delle domande

Nel frattempo, qualcuno ha il coraggio di pigliarsi un caffè, mentre io tento di far capire ad un terzo tipo (più pieno degli altri) che i Siciliani sono italiani…

Il caffè è OTTIMO… come diuretico (io ne ho una pinta, Conte81 una media e l'unico furbo che lo chiede "bien serré" è bastiancontrario… che però se lo deve pagare dopo che gliel'ha già pagato Conte… onestà francese di una barista sicula, pensa te!!!

Riprendiamo il viaggio, tornando indietro attraverso la strada principale di fondovalle: Lanslebourg nuovamente, e grande salita al Monce con saponette fumanti, schiaffi in faccia, cavalletti raschiati e quasi-limoni fra i due Claudii all'arrivo ("Oh ma come sei bravo", "Oh ma che armonia che c'è fra te e la tua moto"…



Edo, rimasto sul Monce ad attenderci (visto che conosce a memoria ogni singolo centimetro quadro della zona da noi attraversata), s'è premurato di fare le prenotazioni per il pranzo: purtroppo non saremo nel "solito" locale da tartiflette che conosciamo, ma nell'ultimo verso la Francia.
Qui ci accoglie una deliziosa e rinc…issima signora: scegliamo di sistemarci all'esterno perché "tanto la tartiflette scalda" e "tanto non piove".
Dopo l'arrivo delle bevande (l'acqua deve costare un patrimonio al Monce, perché ne arriva mezzo litro per volta e deve bastare per 15…


Scappiamo tutti all'interno lasciando metà dei coperti fuori, un casino pazzesco… ma alla fine riusciamo a sistemarci su due tavoli nel bel freschetto (-50 gradi… quindi penso che la signora sia coetanea di Luigi XVI…

Diamo il meglio di noi stessi sfondandoci con doppie-triple-quadruple porzioni e, non contenti, ci pigliamo pure il dolce (metà, perché siamo salutisti!

Fine pranzo, pagamenti vari, saluti di rito e, un po' alla spicciolata, torniamo verso valle, divertendoci tra un rutto e l'altro a fare qualche curvetta grintosa.

Incrociamo anche il buon jjflash, il quale ci dirà poi di aver trovato nevischio in cima… ce ne siamo andati al momento giusto!


Un grazie a tutti gli intervenuti, vecchi amici e nuove conoscenze, ed un arrivederci ai prossimi giri (più lunghi, garantito!)!
