Ero incerto fino all'ultimo sul titolo da dare al topic: avrei voluto scrivere solo Zegna... perché il panorama non c'è stato!

Andiamo con ordine: pre-ritrovo a Intra con gatosloco79 che arriva dalla Svizzera, colazione al consueto bar e veloce percorrenza del lungolago per raggiungere il punto di ritrovo presso un economico distributore di carburante a Paruzzaro (scelto ad hoc dal genovesissimo Angelo

Qui giunti vediamo le moto di Simoblazer e del suo "+1", loro sono al bar a riscaldarsi un po'. La temperatura è fresca ed è piuttosto umido. Dopo pochi minuti arriva anche angy452 che si lamenta di aver dovuto fare tutta l'autostrada dietro l'auto della polizia!
Rifocilliamo le nostre cavalcature e partiamo per il "giretto". Sono strade che conosco a menadito e pertanto mi mandano a fare l'apripista. Subito i curvoni verso Invorio, discesa a Gozzano, la Cremosina (che noi borgosesiani anni fa sostenevamo creasse dipendenza, come tutte le sostanze che terminano in "...ina"), la sinistra Sessera, Trivero e finalmente la Zegna: asfalto in pessime condizioni che unito all'umidità della mattina e alla nebbiolina persistente non permette di godersi questo tracciato al massimo. Arriviamo comunque lisci a Bielmonte e qualcuno da dietro mi suona per "invitarmi" ad una sosta; proseguo fino al baretto dove mi fermo tutte le volte che salgo qui... e lo trovo chiuso!


Entrati al bar veniamo accolti oltre che dal piacevole tepore prodotto da una stufa a pellet, anche dalla "cagnolina" del proprietario: una cucciolotta di 65 giorni incrocio tra un Bovaro del Bernese e, se non ricordo male, un San Bernardo! Un morbido peluche dalle zampe enormi e già della stazza di un cocker... foto a raffica, carezze e coccole: basta un po' di pelo per far sciogliere cinque "rudi" motociclisti!


Ripartiamo in discesa verso Rosazza e saliamo fino a Piedicavallo: non c'ero mai stato, un deserto paesino di montagna; gli unici due esseri umani che incontriamo possono essere classificati alla voce "scemo del villaggio", ovviamente senza offesa!
Sfruttando una finestra di timido sole che nel frattempo si era affacciato in alta valle Cervo affrontiamo la stretta, tortuosa e ricoperta di foglie secche salita verso la galleria di Rosazza. La galleria è come sempre "epica": pavimento sterrato con solo due guide carraie in pietra, copiose infiltrazioni d'acqua dal soffitto, carreggiata stretta e buio pesto. Attraversata la galleria in poche curve raggiungiamo Oropa dove è previsto il pranzo.
Parcheggiate le moto ci dedichiamo al turismo e alla visita del santuario. Mentre saliamo la scalinata verso la basilica superiore, con il fiato lungo a causa dell'asma, sono quasi convinto di avere visioni mistiche: non si tratta della materializzazione della Madonna o di qualche Santo cattolico bensì mi si palesano dei motociclisti che stanno scendendo e due di loro mi pare di conoscerli. La sensazione è condivisa, ci salutiamo e ci riconosciamo: sono kerry e felix2002 che avevo conosciuto a luglio in occasione del "giretto" sulle alpi francesi; partiti da Crema e Lodi oggi hanno percorso più o meno le stesse nostre strade. Come è piccolo il mondo dei motociclisti o quanto è ampia la comunità del tinga.

E' giunto il momento di "mettere i piedi sotto il tavolo" e lo facciamo con grande soddisfazione: il ristorante scelto propone cibo buono in abbondanti porzioni a modico prezzo.
Un po' appesantiti dalle libagioni risaliamo in moto, visto che non è tardi propongo una variante al percorso stabilito che prevede di spingerci fino a Ivrea passando da Graglia, Donato e Andrate e ritornando dalla "Serra", strada da pieghe che mi piace moltissimo. Variante approvata all'unanimità e percorsa ad andatura "allegra con brio". Al ritorno dalla variante attraversiamo Biella per raggiungere la SP200 Biella-Valsesia, altra strada ad alta densità di curve... dopo averla percorsa commentiamo con un sorriso stampato in faccia che la moto stava in verticale solo per raccordare due curve!

Dopo una pausa caffé senza caffé (il bar stava per chiudere e la macchina era già spenta), degno coronamento della panoramica senza panorama, è di nuovo la volta della Cremosina (hanno ragione i borgosesiani: crea dipendenza!) e, una volta raggiunto Pogno, non ancora stanchi di curve, decidiamo di fare ancora il periplo in senso orario del lago d'Orta. Raggiungiamo quindi il punto di ritrovo del mattino che ormai si è fatto buio.
E' il momento dei saluti, un'altra bella giornata di moto in compagnia è trascorsa. A qualcuno tocca il report (è sempre un piacere raccontare), qualcun'altro posterà le foto, ci si accorda per i prossimi giri (le ultime "cartucce" della stagione 2013) e via autostrada si raggiunge casa.
Un grazie a chi ha organizzato e a tutti i partecipanti per la piacevole giornata. Questo è il tinga e sono fiero di esserne parte!