questo è un report che stà facendo mio padre riguardo al viaggio che ha fatto in vespa fino a parigi e ritorno 3 anni fà che sta pubblicando a puntate da una settimana su un forum vespa... lo posto solo ora perchè mio padre sabato partirà per la "spedizione dei mille...e due" perciò vedere commenti riguardo il vecchio viaggio e far risalire vecchi ricordi darà una carica per il nuovo viaggio. siccome il report postato sull'altro forum è diviso per giorni, unirò un pò di puntate insieme sperando di non annoiarvi

" 26/06/2008 il Preludio.
Domani si parte per un viaggio pazzo: da Roma a Parigi in Vespa PX! Il mio compagno di viaggio sara’ il mio amico storico Paolo che e’ stato l’ideatore del viaggio e che gli ha dato anche il nome: Si chiamera’ RAID DEI LEONI come il nostro comune segno zodiacale. Nel 1981 appena diplomati partimmo io, lui ed un terzo amico con due vespe 50 per un viaggio da Roma alla Calabria, ora dopo 27 anni ripeteremo l’evento.
Sono appena uscito dal lavoro e sono estremamente nervoso, non ho piu’ la spensieratezza del 18 anni e mi pesa di aver preso troppo a cuor leggero la decisione di intraprendere tale avventura. Mi sembra di abbandonare moglie e figli per una decisione irresponsabile. Per contro devo dire che i miei familiari mi hanno aiutato entusiasticamente, mio figlio piu’ piccolo ha progettato gli adesivi degli “sponsor” e mia moglie li ha stampati. . Anche alcuni miei amici hanno partecipato nella qualita’ di “sponsor” e avranno il loro adesivo, uno mi ha regalato due litri di olio 2T , un altro mi ha regalato il vecchio bauletto della sua Honda CX500, un altro ha messo a disposizione un camion per recuperarci all’occorrenza chissa’ dove. Ora pero’ sono cosi’ nervoso da trattare tutti male e lamentarmi ad esempio per gli adesivi non proprio perfetti. Ci incontriamo con Paolo la sera antecedente alla partena presso un box dove rinchiuderemo le due Vespe gia’ cariche e pronte a partire all’indomani. Anche Paolo e’ nervoso quasi quanto me, ma alla fine riusciamo a calmarci ed a sistemare le protagoniste del viaggio: le Vespe! La mia e’ una PX125 prima serie del 1979 molto vissuta, la Vespa di Paolo e’ una 150 arcobaleno del 1988 appena restaurata. Le mie ultime smadonnate sono dedicate alla borsa che ho preparato per il portapacchi anteriore che e’ troppo alta ed oscura il faro, con una opportuna sistemata riesco a farle prendere una forma appropriata. Chiudiamo la saracinesca del box e ci diamo l’appuntamento per l’indomani alle 7.00 per la partenza!
27/06/2008 il primo giorno
Mia moglie e miei figli vogliono assistere alla partenza ed essendo l’auto di famiglia fuori uso mi accompagneranno con la mia vecchia Alfa Romeo Giulia sino al magazzino edile della societa’ di Paolo quale punto stabilito per la partenza ufficiale. Tutto questo, anche se all’apparenza non traspare, mi fa molto piacere. Giunti al magazzino raduniamo tutti gli operai ed i soci della ditta ai quali Paolo offre la colazione al bar, siamo orgogliosi delle espressioni meravigliate delle persone alle quali riveliamo lo scopo della nostra impresa, solo la moglie del barista ci smonta con una frase gelida “ In Vespa so’ boni tutti, io me credevo che ciannavate in bicicletta..” Ma pure questa e’ romanita’; mio figlio vuole una bomba alla crema, io le odio, non mi piacciono molto e se ne mangio mi fanno ribollire le viscere, nel trasferimento della bomba dalla mia manona alla manina di Leonardo la stessa scivola e cade sul pavimento del bar in mezzo ai piedi dei clienti e fra le briciole di precedenti cornetti, un cliente e’ piu’ svelto di me nel raccoglierla e me la porge dicendomi ironicamente“ voila! eccola qui come nuova!” in altre occasioni l’avrei gettata ma considerando a quale avventure andro’ incontro decido subito di prendere la vita di petto ed in breve me la mangio. Facciamo il primo pieno presso il benzinaio di fiducia che messo al corrente del viaggio sembra non scomporsi affatto ma alla fine dice: “ allora me sa che me tocca regalavve na tanica d’emergenza omologata” e torna con in mano una di quelle buste di plastica per la benzina. L’ultimo saluto lo teniamo per un fornitore di materiali edili che partecipa entusiasticamente anche lui regalandoci degli adesivi, fra i vari manufatti in gesso c’e anche un busto di Mussolini a grandezza naturale, ci viene proposto di portarlo con noi e depositarlo alla base dell’arco di trionfo. Non mi sembra una buona idea perche’ il tizio in esame e’ stato gia’ promotore di imprese scellerate, inoltre pesa almeno 5 chili e ricordo che le ditte francesi tipo la Heller non riproducono le svastiche neanche sulle decal dei modellini in plastica degli aerei tedeschi. Ci sono modi migliori per finire sui giornali. Sua eccellenza e’ meglio che rimanga dove’.
Si parte! Subito ricordo le differenze caratteriali tra me e Paolo, lui si ferma a controllare la pressione delle gomme, io mi astengo: la Vespa non sbanda pertanto la pressione e’ giusta! Inoltre Paolo sembra vestito per andare ad un happy hour: la sua Vespa e’ lucida, ha un solo comodo bauletto posteriore in tinta , indossa un giubbino tecnico bianco ed ha un casco integrale nuovo di zecca. Io invece parto cosi’: Vespa lavata a secco sotto casa e reduce da mille battaglie, bauletto posteriore di recupero, portapacchi anteriore con fissata una informe borsa rossa, sono vestito con una Tshirt bianca con sopra un gilet mille tasche da fotoreporter, il mio casco integrale avra’ almeno 15 anni e parte dell’imbottitura interna si e’ sbriciolata, non ho voluto comprarne uno nuovo perche a questo sono abituato e non avrei avuto il tempo di adattare l’imbottitura del casco al mio viso e rischiare dei mal di testa. Entrambi indossiamo pantaloni jeans.
Presto imbocchiamo l’Aurelia e cominciano a scorrere i chilometri, a causa della non eccelsa autonomia dei mezzi dobbiamo fare rifornimento ogni 120/130 chilometri e subito ci accorgiamo che la mia Vespa consuma circa il 20% in piu’ di quella di Paolo. Paolo e' spinto da un motore originale Piaggio 150, io da un Polini 177, entrambe le Vespe non hanno il miscelatore ed ogni volta dobbiamo fare i calcoli per la percentuale di miscela. Anche qui ci sono differenti interpretazioni, Paolo usa un costoso olio 2T interamente sintetico, io un olio 2T di primo prezzo acquistato ad un centro commerciale. Abbiamo una scorta di circa 3 litri a testa. Per stipare meglio l’olio ho provveduto a trasferirlo all’interno di bottiglie per l’acqua da mezzo litro, con l’ulteriore vantaggio che le stesse hanno sui bordi dei segni di fusione, piu o meno uniformemente distanziate, che permettono di misurare l’olio da versare, cosi’ posso fare a meno anche del misurino, un altro litro e’ contenuto all’interno della ruota di scorta. In breve siamo sulla Aurelia la mitica S.S.1, la consolare per eccellenza! La giornata e’ ottima il sole splende ed i chilometri passano velocemente, sento solo il bisogno di sgranchire le gambe e provo pure ad accavallarle ma uno scarto della Vespa mi fa cambiare immediatamente idea, non e’ una cosa da farsi. Mentre penso a tutto questo sento la coda della Vespa che comincia ad oscillare, e capisco di aver bucato la ruota posteriore ho ancora qualche giro di ruota a disposizione che mi permette di fermarsi in un posto abbastanza comodo fuori dalla carreggiata. Paolo e’ davanti e con un colpo di cellulare l’avverto della panne temporanea e concordiamo che ci incontreremo al prossimo distributore. Sdraio la Vespa su un fianco e mi cade l’occhio sul gard rail, siamo solo al chilometro 220 dell’Aurelia, Cominciamo bene! Indosso i guanti tipo chirurgo e mi accingo a cambiare la ruota. Subito mi accorgo che il pneumatico posteriore e’ rovente, non riesco a mantenere la mano sullo stesso piu’ di un paio di secondi senza scottarmi, qualcosa non va’ forse, aveva ragione Paolo nel verificare la pressione delle gomme ma una cosa del genere non mi era mai successa, speriamo che la Vespa non surriscaldi per qualche strano motivo, ma questo copertone l’ho comprato un paio di mesi fa ed e’ stato usato solo in citta’: e’ un MICHELIN SM100 che fino ad oggi ho apprezzato per l’ottima tenuta di strada, ma e’ anche vero che con questa e’ la terza volta che si buca! La prima volta ho pizzicato come un “coniglione” la camera d’aria fra i due cerchi scomponibili, la seconda volta si e’ crepata la camera all’altezza della valvola, in entrambi i casi la gomma era innocente. In meno di 10 minuti sono di nuovo in sella, ora alla ruota posteriore ce’ la vecchia KENDA: una onesta gomma coreana con la quale non ho mai bucato! Mi fermo dopo 100 km circa e confronto la temperatura delle gomme della mia Vespa con quella di Paolo, sono molto simili, il problema fortunatamente derivava solo dal copertone.
Per pranzo ci fermiamo ad un autogrill: per me una pasta con il tonno e per Paolo una lasagna, un litro di acqua per entrambi. Si riparte poco dopo ma il sole del pomeriggio mi brucia le braccia, anche se sopporto abbastanza bene il sole sto evidentemente esagerando: dopo un lungo e buio letargo invernale sto esponendo le braccia al sole da ore, verso le 16.00 ci fermiamo: per evitare di sembrare un sopravvissuto di Hiroshima devo assolutamente cambiare la tshirt con una camicia a maniche lunghe, apro la valigia ma la camicia non ce’! avevo messo in croce mia moglie per lavarla ma l’ho lasciata a casa! Paolo comincia a prendermi in giro, per la mia scarsa preparazione e si offre di prestarmi una delle sue magliette a manica lunga, ne ha addirittura portate 10 una per ogni giorno cosi’ non dovra’ lavare nulla! L’unico problema e’ la taglia: io con la XXXL a volte sto un po strettino, lui indossa una M! La prima maglietta proposta deve essere restituita in quanto non mi passa il braccio nella manica, la seconda mi entra ma ho le maniche a meta’ avambraccio e l’ombelico di fuori, sembro una odalisca! Paolo si diverte a riprendermi con la telecamera, in effetti la maglietta e’ abbastanza aderente e piu’ che vestito sembro verniciato ma posso riprendere il viaggio con un po di sollievo. Dalla Toscana passiamo in Liguria, lungo l’assolata via Aurelia accompagnato dal monotono sibilo del motore inizio a stimare le reali possibilita’ sia fisiche che meccaniche di portar a termine l’impresa: in Vespa si viaggia proprio bene, la velocita’ di crociera e’ di circa 70/80 kmh, le tanto temute vibrazioni sono praticamente inesistenti, ero molto preoccupato per questo , in qualche precedente viaggetto in moto mi succedeva spesso che le vibrazioni addormentassero mani e piedi, nel caso di un LAVERDA 1200 mi si addormento’ anche il pisellino e la sensazione di non sentirlo piu’ fu impressionante! La Vespa e’ leggera di manubrio e non affatica, e possibile anche scorrere indietro sulla sella per cambiare posizione, il fisico regge, la meccanica pure. Sono fiducioso. Dopo un paio di tentativi a vuoto, acquisto presso un centro Piaggio una gomma MICHELIN S83 che e’ il tipo di gomma con la quale la Vespa viene consegnata ai propri clienti da mamma Piaggio, voglio continuare il viaggio con una gomma al di sopra di ogni sospetto e senza ulteriori inconvenienti. Non ho posto per tenere l’altro copertone che viene regalato al benzinaio presso il quale provvediamo (io e Paolo) alla sostituzione della ruota, comunque la camera d’aria e’ stata forata da una escrescenza rugginosa presente all’interno del cerchio, anche in questo caso la gomma era innocente, ma dopo tre forature, mi e’ sembrato scaramanticamente giusto prendere adeguate distanze da quella gomma. Il montaggio della ruota sul cerchio ci fa perdere quasi un ora in quanto il vecchio SM100 non ne vuol sapere di uscire dal cerchio, devo dire che stavolta Paolo riesce ad essere piu’ efficace di me ed a forza di battere la mano sul manico di un cacciavite la gomma esce ed il lavoro si termina. Con questa operazione abbiamo terminato la scorta di guanti in lattice. Nel frattempo Paolo mi ricorda che prima di partire ha provveduto ad equipaggiare la sua Vespa con S83 nuovi, compresa la ruota di scorta! Siamo prossimi a Genova e dobbiamo valicare un bosco con delle strade tortuose che ci fanno divertire, provo la S83 che supera onestamente la prova, incontriamo alcuni motociclisti che avranno preso questa strada per diletto e nei rari rettilinei qualcuno di loro ci saluta. Dopo una cinquantina di curve non ci divertiamo piu’ molto, per fortuna il mio freno anteriore ricomincia a frenare, un paio di giorni prima di partire e dopo una buca secca aveva ridotto il suo potere frenante, gia’ scarso, di almeno il 50%, ora si risente il suo fastidioso fischio ma almeno un po frena. Purtroppo da un tamburo anteriore PX prima serie non ci si puo' aspettare molto. Raggiungiamo Genova ed appena entrati in periferia veniamo affiancati e superati da un ragazzo con un PX come il nostro, lo riaffianchiamo e lo stesso sfreccia via nel traffico, inizia un inseguimento per le strade di accesso Genova a suoni di fuori giri, io rimango indietro ma Paolo e’ dietro di lui, e nel mio casco tifo a voce alta per il mio amico, forte dell’esperienza del traffico romano Paolo svicola fra le auto e riesce a superare il Vespista Genovese , ma solo per una attimo, il genovese e’ di nuovo avanti! Approfitto di una lunga discesa e do tutto gas al mio 177 Polini e mi butto come uno STUKA in una lunga picchiata, complice un rallentamento del traffico riesco ad affiancare il genovese ma non riesco a superarlo, viaggiamo dei lunghi secondi perfettamente appaiati senza degnarci di uno sguardo, solo al semaforo ci fermiamo e ci guardiamo! Lui esordisce “ uhe ma vanno queste Vespa cosa avete sotto?” Io confesso e lui mi risponde che ha una modifica 175, dopo mi dice che e’ socio di un club Genovese di Vespe e che la Vespa a Genova e’ una istituzione. E vero! Genova e’ invasa da PX! Anche la locale polizia Municipale la usa! Qui siamo proprio di casa, pero’ ho dei problemi meccanici: la frizione stacca male, anzi a volte non stacca e si impunta, provo a lubrificare la leva ma ottengo solo di macchiare la gamba sinistra dei jeans (gli unici che ho…) che inoltre sono gia’ sporchi perche per cambiare la ruota mi sono seduto in terra, per completare l’opera noto che sempre sulla mia Vespa si sta crepando una saldatura di emergenza fatta tempo prima sul telaio all’altezza dell’ammortizzatore posteriore. Ovviamente la Vespa di Paolo funzione alla perfezione. Troviamo posto in hotel e la serata ci trova da una parte entusiasti per la relativa facilita’ con la quale abbiamo raggiunto Genova, dall’altra affranti per i problemi abbastanza importanti della mia vespa. Paolo questa sera non e’ in vena di ulteriori avventure e vorrebbe cenare in un ristorante attiguo all’Hotel, riesco a convincerlo a salire di nuovo in sella per un giro serale di Genova, dopo un paio di semafori svolto a destra e sento una frenata ed un colpo, mi giro e mi fermo, e vedo tre auto immobili al centro della carreggiata ma Paolo non c’e’! Non lo vedo ma sono quasi certo che deve essere rimasto coinvolto nello schioppo, poco dopo vedo una testolina che si sporge dietro un tetto di un auto, e lui! Paolo non ha potuto evitare di tamponare un auto targata Bolzano che si e’ bloccata di colpo per non investire un ragazzo in bicicletta che attraversava sulle strisce. Una signora scesa da un auto targata Genova aggredisce verbalmente il Bolzanino per la disattenzione nella guida, il bolzanino si difende come puo’ il ciclista non sa che dire, mentre Paolo e’ ancora intento a svincolare la Vespa dal paraurti antagonista, il bolzanino, per togliersi dall’impaccio chiede a Paolo se vuol chiamare i vigili, Paolo con la voce rotta un po dallo shock ed un po di piu’ dall’incazzatura risponde “ che li chiamiamo a fare? ho tamponato c***o! Oggi ho fatto 500 km ed ora gia’ mi sono gia’ rovinato la vacanza!” Paolo e’ gia rassegnato ad assumersi la colpa, ma dopo aver osservato l’evolversi dei fatti prendo Paolo da parte e gli dico che secondo me la cosa si puo’ definire con una stretta di mano e basta. Cosi avviene e con buona pace di tutti ce ne andiamo ognuno per la sua strada, il bolzanino ci saluta ammonendoci cosi: “e non parlate male di Bolzano! ”. Non ne parlavamo male prima e non ne parleremo male nel futuro. Provo a trascinare Paolo nei carrugi genovesi ma siamo presto attorniati esclusivamente da persone di colore e l’ambiente non incute serenita’, ceniamo in un infimo locale gestito da sudamericani che di buono ha solo una cameriera, purtroppo ci serve l’altra collega. Tornati in albergo e valutati gli ultimi accadimenti siamo un po demoralizzati, dal summit serale viene deciso che all'indomani provvederemo a cercare un fabbro per saldare il telaio ed un meccanico per la frizione al fine di dare nuova vita alla mia Vespa .
Ci addormentiamo nello stile delle bambole della FURGA: come ci mettiamo in orizzontale chiudiamo gli occhi"