La cosa che sto per raccontare mi è capitata alla guida dell'auto ma poteva benissimo capitare con la moto (con potenziali conseguenze ben più gravi).
Sull'uso e misuso dell'indicatore di direzione (comunemente detto "freccia" anche per indicare che ne fanno uso prevalente le popolazioni Pellerossa del Nordamerica piuttosto che i conducenti di veicoli) se ne sono dette di tutti i colori, svolte a destra, a sinistra, inversioni, tutte fatte senza utilizzare questo dispositivo il cui comando, notoriamente, richiede una forza sovrumana per essere azionato ed è, altrettanto notoriamente, collocato all'interno del bagagliaio delle auto, donde la comprensibile difficoltà dei conducenti a raggiungerlo.
Oggi invece parliamo di qualcosa di diverso, e cioè di un conducente che, dopo essere riuscito con indicibili sforzi, contorsioni e sofferenze ad azionare il disgraziato dispositivo, giustamente fiaccato nel corpo e nello spirito da cotanta improba fatica, decide di lasciarlo in funzione tanto, prima o poi, gli servirà di nuovo.
Strada extraurbana di scorrimento, carreggiata unica con terza corsia centrale in corrispondenza degli incroci. Mi approssimo ad un incrocio a "T" dove devo lasciare la strada per svoltare a sinistra.
Metto la freccia (vi tralascio la descrizione delle fatiche di cui sopra

Dalla direzione opposta proviene un'auto, noto che ha la freccia destra accesa, stimo la sua velocità in circa 60 km/h e calcolo che, considerando che deve svoltare, dovrà rallentare ancora, per cui ho tempo e spazio sufficienti per svoltare prima di lui.
25 anni di guida e circa 500.000 km percorsi mi hanno però insegnato che al volante non si deve MAI fare affidamento sulle intenzioni altrui finchè queste non si traducono in comportamenti concreti.
Per cui decido di far svoltare lui per primo............e infatti quello tira dritto.
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Soltanto all'ultimo momento, accortosi di essere in difetto, spegne la freccia.........e alle mie rimostranze gestuali mi fa pure i fari e gesticola a sua volta pretendendo di avere ragione!!!!!!!!!!!!
Ma in realtà.........aveva ragione.
Sì, perchè se avessi svoltato quello mi avrebbe preso in pieno nella fiancata destra ed io, non potendo dimostrare (ero da solo, quindi la mia parola contro la sua) che aveva segnalato di voler svoltare, avrei pure avuto torto marcio per omessa precedenza!
Ogni ulteriore commento è superfluo

Dico solo che in quel momento l'istinto mi diceva di tornare indietro, fermarlo e.........

Ma, ovviamente, ha prevalso la ragione.
Tutto questo, in quanto accaduto in auto, in teoria non c'entra nulla con le moto.
Ma se invece dell'auto avessi avuto la moto, e avessi svoltato fidandomi di quanto l'altro sembrava voler fare, non si sarebbe trattato di danni da carrozziere ma da ortopedico (se non direttamente da i.o.f.).