PREFAZIONE: Questo articolo è un Report di fantasia che ci condurrà nel viaggio di 3 amici motociclisti, Marco, Luigi e Gianni i quali decidono di intraprendere un viaggio straordinario, la cui preparazione e organizzazione già inizia molti mesi prima rispetto alla data di partenza che è fissata per fine Febbraio. Richiesti i relativi permessi, la documentazione necessaria con relativa assicurazione sanitaria, spediscono dall'Italia le loro motociclette per ritirarle qualche giorno dopo in India. A fine Febbraio raggiungono Delhi con un volo di linea Internazionale, dove sono state spedite le loro moto. Una volta atterrati a Delhi e disbrigate la pratiche aeroportali, ritirano le loro moto con le quali una volta in sella si dirigono a Haridwar da dove inizierà il loro viaggio. Da qui i loro primi 250 km fatti comodamente via autostrada.

Marco, Luigi e Gianni hanno programmato nel dettaglio il loro viaggio straordinario in moto, dove si ripromettono di percorrere 8.000 km da Haridwar, in India, fino a Pechino, in Cina. Marco in sella alla sua Ducati Multistrada V4 rossa, Luigi sulla sua BMW R 1300 GS nera e Gianni con la sua fidata Honda Africa Twin 1100 bianco e blu, sono ora pronti per vivere un'esperienza che promette paesaggi mozzafiato ed esperienze straordinarie e andrenaliniche.


* UN PÒ di STORIA *
La città dell'India Haridwar, dove nasce il fiume Gange dal ghiacciaio di Gangotri nello stato indiano dell'Uttarakhand nell'Himalaya. Haridwar è famosa per il tempio Mansa Devi, affacciato sulla città santa dell'India è dedicato alla dea indù Mansa Devi, antico centro di pellegrinaggio.
* PARTENZA da HARIDWAR *
Il 1° marzo 2025 dopo aver passato la notte in albergo, dove in realtà si è dormito ben poco per l'adrenalina al pansiero di iniziare il viaggio dei loro sogni, rivisti gli ultimi dettagli prima della partenza. Svegliati di buon'ora e dopo una leggera colazione e un briefing di aggiornamento su come si sarebbe svolto il loro primo giorno di viaggio. Così puntuali alle 08.00 di mattina, dopo il briefing e la colazione tutti in sella! Ha inizio la prima tappa del viaggio che li porterà da Haridwar a Delhi, passando per Haldaur, un percorso di 333 km, scegliendo al contrario del loro primo trasferimento, strade statali e per la maggior parte sterrate. Per questo motivo prima di partire hanno tutti montato dei pneumatici Mitas Enduro Trail Dakar, i quali garantiscono un buon grip su fondi sabbiosi e sterrati.

Haridwar, conosciuta per la sua spiritualità e i suoi ghat (Il termine ghat indica tipicamente una scalinata che scende ad un corso d'acqua, una piscina, un lago) lungo il fiume Gange, fu il punto di partenza perfetto per il viaggio. I tre amici si alzarono presto, con I'entusiasmo e l'adrenalina palpabile nell'aria. Dopo un saluto al fiume sacro e una colazione leggera, si misero in sella, pronti per affrontare la prima tappa del loro lungo viaggio che li vedrà impegnati per alcune settimane. Attraverso Haldaur il percorso li portò dapprima attraverso le strade trafficate di Haridwar, per poi immergersi nella campagna indiana. La strada fino a Haldaur era un mix di asfalto e tratti sterrati, con paesaggi verdi e rigogliosi che scorrevano accanto a loro. Le condizioni delle strade erano variabili con tratti in ottime condizioni e altri pieni di buche, rendendo il viaggio una vera sfida Marco, con la sua Ducati Multistrada V4, affrontava le curve con agilità, mentre Luigi, sulla BMW R1300 GS, apprezzava la stabilità della sua moto. Gianni, sulla Honda Africa Twin 1100, trovava la sua moto perfetta per affrontare i tratti più difficili e sconnessi. Ad Haldaur i tre amici fanno una sosta nei pressi di un caratteristico mercatino locale e ne approfittarono per consumare velocemente qualcosa da mangiare scegliendo direttamente tra le pietanza pronte multicolore sopra le bancarelle gestite da giovani ragazzi e ragazze del posto.




* ARRIVO a DELHI *
Dopo 333 km di viaggio, i tre amici raggiunsero Delhi. La città, con il suo caos affascinante, le strade trafficate e i monumenti storici, li accolse con il suo consueto calore. Stanchi ma soddisfatti, trovarono un alloggio dove poter riposare e riflettere sulla loro prima giornata di viaggio. Delhi è una delle maggiori capitali storiche esistenti al mondo e due dei suoi monumenti - il Qutb Minar e la tomba di Humayun - sono stati dichiarati Patrimonio Storico dell'Umanità UNESCO.
* DIFFICOLTÀ INCONTRATE *
In India la lingua principale è l'inglese, la comunicazione non è stato un problema in quanto Marco parla molto bene l'inglese. Per ogni evenienza hanno portato con loro un traduttore simultaneo multilingue.
Il viaggio presentò diverse difficoltà. In primo luogo, le condizioni delle strade potevano cambiare improvvisamente da ben asfaltate a sterrate, rendendo necessario un adattamento costante alla guida. Inoltre, il traffico intenso, soprattutto all'ingresso di Delhi, richiedeva una concentrazione e una prontezza di riflessi elevate.
Le moto, sebbene preparate per affrontare lunghi viaggi, avevano bisogno di cure e attenzioni costanti. Ogni sosta era un'opportunità per controllare i livelli di olio, la pressione dei pneumatici e assicurarsi che tutto fosse in ordine. Anche se non è stato un vero problema, qualche difficoltà si è trovata anche nel fare benzina. È successo di dover fare rifornimento lontano dai grandi centri, non trovando aree di servizio con distributore di benzina, ma vendendoci la benzina direttamente dalle taniche, con grossi imbuti e il tubo per il rabbocco nel serbatoio. Per sicurezza si è sempre filtrata prima di metterla nel serbatoio.


* IL MERITATO RIPOSO *
Il primo giorno e la prima tappa del viaggio di Marco, Luigi e Gianni fu un successo. Nonostante le difficoltà incontrate lungo il percorso, i tre amici riuscirono a raggiungere Delhi con il morale alto e la determinazione di proseguire verso la loro destinazione finale, Pechino. Questo viaggio prometteva di essere una delle esperienze più memorabili della loro vita, un viaggio che li avrebbe portati a scoprire nuovi luoghi, incontrare nuove persone e affrontare sfide straordinarie.
Il viaggio era solo all'inizio, e la strada verso Pechino era ancora lunga. Ma con lo spirito di avventura e la passione per le moto che li univa, Marco, Luigi e Gianni sapevano che sarebbero riusciti a raggiungere la loro meta, affrontando ogni difficoltà con coraggio e determinazione.
Finalmente, i tre amici potevano godere un po' di relax, dopo una rigenerante doccia e una cena a base di pollo al curry, riso Basmati accompagnato da un thali (vassoio molto diffuso che serve per portare una serie di pietanze come curry, dal e yogurt, contenute in ciotoline) e pane naan.

Domani mattina puntuali alle 07.00 colazione e briefing per ripartire per la seconda tappa dove dovranno percorrere 490 km che da Delhi, passando per Jaipur li condurrà a Agra nel nord dell'India, dove si trova il famoso Taj Mahal, il palazzo mausoleo fatto costruire da un re moghul per sua moglie, alla morte dell'amata. Il Taj Mahal è uno dei monumenti più visitati dell'India, facente parte delle sette meraviglie del mondo.

Di tutto questo e di come proseguirà il viaggio in India, Nepal e Cina di Marco, Luigi e Gianni ve ne parlerò nel prossimo articolo: "Orient Express" da Haridwar (India) a Pechino (Cina) in sella per 8000 km [seconda tappa]

Quindi, mi raccomando continuate a seguirmi

Nota: I luoghi descritti esistono realmente e il viaggio descritto prende ispirazione dal Reality Pechino Express. Le immagini sono create con IA e di fantasia. Chiedo scusa in anticipo per qualche inesattezza sia nella descrizione che nelle immagini. Non sono uno scrittore, anche se amo scrivere storie, e non sono un Graphic Designer anche se mi diletto nel creare immagini con IA, siate clementi

Buona strada sempre



