>Per raggiungere il Santuario una volta arrivati a Capranica di Prenestina si deve salire verso Guadagnolo (monte Guadagnolo), fino ad arrivare al Santuario a 1018 metri s.l.m.

Capitolo 1
La Partenza da Roma
Era una calda mattina di giugno quando tre amici motociclisti si radunarono a Roma per trascorrere una giornata in moto e fare un giro fuoriporta (fuori Roma). Marco, il più esperto del gruppo, guidava una robusta BMW R70 nera. Maurizio, il ribelle con una passione per le moto d’epoca, aveva restaurato una vecchia Moto Guzzi. Infine, c’era Sofia, la nuova arrivata, con la sua scintillante Ducati Monster.
Con i motori ruggenti, partirono dalla Capitale, attraversando le strade trafficate e i vicoli stretti. Il vento caldo carezzava i loro visi mentre si dirigevano verso est, verso le colline dei Monti Prenestini.
Capitolo 2
L’Ascesa al Monte Guadagnolo
La strada si faceva sempre più tortuosa, e i tre amici si inerpicavano sul Monte Guadagnolo. Le curve strette richiedevano abilità e concentrazione, ma la vista panoramica li ricompensava. I pini secolari e i cespugli di ginestra costeggiavano la strada, e il profumo di resina riempiva l’aria.
Arrivati in cima, si fermarono per ammirare il panorama. Il Monte Guadagnolo si ergeva maestoso, con la sua cima coronata da un bosco di antenne radio. Da lì, potevano vedere la Valle dell’Aniene e i campi verdi che si estendevano fino all’orizzonte.
Capitolo 3
Il Santuario della Mentorella
Il gruppo riprese la strada e scese lungo il versante opposto del monte. Attraversarono boschi di querce e pascoli fioriti fino a raggiungere il Santuario della Mentorella. La chiesa si ergeva solenne, con la sua facciata gotica e le pareti di pietra grigia.
Entrando, furono accolti da un fresco silenzio. Le pareti erano adornate da frammenti di mosaici cosmateschi, e l’altare ospitava una statua lignea della Madonna delle Grazie risalente al XII secolo. Le finestre a vetri colorati filtravano la luce, creando un’atmosfera mistica.
Capitolo 4
La Leggenda e la Conversione
Sofia si avvicinò a un vecchio monaco che pregava silenziosamente. “Qual è la storia di questo luogo?” chiese.
Il monaco sorrise. “Dicono che l’imperatore Costantino fondò questo santuario dopo la conversione di Sant’Eustachio, che vide un cervo con una croce fra le corna e decise di abbracciare il cristianesimo. E qui, per un breve periodo, San Benedetto trovò rifugio prima di raggiungere Subiaco.”
I tre amici ascoltarono rapiti, immersi nella storia e nella spiritualità del luogo. Avevano fatto un viaggio in moto, ma avevano trovato molto di più: un santuario incastonato tra le montagne, carico di mistero e fede.
E così, con il sole calante, i tre motociclisti si allontanarono dal Santuario della Mentorella, portando con sé la magia di quel luogo remoto e la promessa di nuove avventure.

Buona strada sempre



