Ciao amici e buone feste!
In questi giorni, 10 anni fa, acquistavo la mia primissima moto, per chi non mi conosce ho iniziato tardi con le due ruote (26 anni) ma meglio tardi che mai! :)
La moto in questione era un monster 620 S i.e. del 2002. Ricordo che avevo fatto qualche giro sia da solo sia con amici per prendere confidenza, finchè un giorno decisi di farci il mio primo weekend fuori. Inesperto com'ero ho scelto qualcosa di estremamente facile: ho raggiunto i miei genitori nella nostra casa in montagna (Genova - Viola, un banale tratto di 125 km).
Siccome ero scemo (e lo sono tuttora) abituato a far la stessa cosa da anni in auto a far serata il venerdì sera con gli amici e poi andar su direttamente ho fatto la stessa cosa in moto. Era Maggio, giornata calda, ma era già quasi mezzanotte! Erano solo 6 mesi che andavo in moto e molte "astuzie" ancora non le avevo. Ricordo che ero andato a mangiare una pizza con gli amici (in tuta

Ripresa l'autostrada, prendo direzione Savona-Torino (nel frattempo era l'una passata) e inzio a salire. Autostrada deserta, mi godo la tranquillità della notte ma mi accorgo che lentamente….mi sto congelando

abbigliamento di Fantozzi... ehm Luca:
tuta k-zero in pelle bovina, casco integrale
paraschiena e guanti con protezioni
stivali sport / pista (che poi in pista non ci sono mai andato...ancora )
e sotto la tuta mutande calze e tshirt (niente vestaglione di flanella di Fantozzi che mi avrebbe fatto comodo

Ironia a parte, a livello di protezione nulla da dire, ero in sicurezza. Ma avevo un freddo porco, il Monster non protegge niente a livello aerodinamico come qualsiasi naked e soprattutto pativo al collo perché ovviamente da scemo mica mi era venuto in mente che potevo trovar freddo e che mi servisse una "sciarpa" da moto (il classico tubone) o almeno uno straccio di sottocasco! Ricordo di essermi fermato in area di sosta per un caffè e per sperare di trovare qualcosa per proteggermi dal freddo. Ricordo che l'unica cosa che ho trovato era un fazzolettone/bandana, che ho legato al collo e infilato nella tuta dalla gola a mo del peggior cowboy mai visto (l'ho conservata, come memento, ogni tanto me la porto nei viaggi quando mi ricordo come portafortuna). Non ha risolto il problema (se avevo freddo al 100% al massimo sono sceso al 90%) ma psicologicamente ha dato il suo contributo e la sosta e il caffè hanno aiutato a recuperare calore. Uscito dall'autostrada a Ceva è inziata la salita verso Viola (una 20ina scarsa di km), con calma e mille occhi perchè faceva sempre più freddo, nel frattempo era notte fonda e da quelle parti non è raro trovarsi davanti degli animali selvatici sulla strada.
Nonostante tutti questi imprevisti, quando ho iniziato la statale ad altezza Mombasiglio mi son trovato davanti questo scenario:
strada dritta, campi a sinistra e a destra più "in basso" rispetto al livello stradale e quindi invisibili perchè ricoperti da una coltre di foschia; nessuna illuminazione a parte il mio "cono" di luce che sembrava una lama che tagliava a fatica l'oscurità davanti.
Quando sono arrivato su a casa era tardissimo (per fortuna avevo avvisato mia madre e mio padre che ci avrei messo tanto tempo). Ricordo che il cane mezzo addormentato mi aveva festegguiato stancamente e si era messo a dormire nella stanza con me. Mia madre e mio padre mi hanno accolto sorridendo, mio padre si era riaddormentato istantaneamente e mia madre invece mi aveva dato una coperta in più (da buona mamma) per farmi scaldare! Ricorderò sempre quel giorno con gioia, l'abbraccio caloroso dei miei genitori e del cane. Soprattutto ora che ho perso entrambi (papà nel 2018, dopo 4 anni di malattia; mamma a febbraio di quest'anno entrambi nemmeno 70 enni, mentre la cagnolina è tanti anni che non c'è più).
Con gli anni e l'esperienza ho fatto viaggi ben più lunghi, impegnativi e con molte più problematiche, però quella sensazione "avventurosa" (volutamente fra virgolette ma cercate di capirmi, era la mia prima volta

spero di non essermi dilungato troppo! Un abbraccio a tutti e un augurio per un 2021 a tutto gas!