Cari amici del Tinga,
vorrei condividere con voi quello che mi è successo...
Ieri ero in giro dalla mattina presto quando con un mio amico ci siamo fatti un giro sul Passo della Futa e, poi, in solitaria al bacino del Brasimone e al Lago di Suviana…
Mi piace andare in giro da solo… mi rilassa, mi fa pensare e riflettere sui miei problemi e soprattutto mi fa star bene...
Di ritorno da questi magnifici posti decido di ripassare da Firenzuola e dal Passo del Giogo per dirigermi verso Dicomano, Londa, Stia, Passo della Calla e poi tornare a casa a Rimini…
Il fatto è accaduto sulla strada che porta da Firenzuola al Passo del Giogo:
stavo per imboccare una curva quando vedo delle macchine in fila e un capannello di motociclisti con la faccia stravolta appoggiati ad un guardrail, una citroen C5 bianca tutta spostata a destra con dei pezzi di plastica per terra poi s’intravedevano una Hypermotard appoggiata al cavalletto ed una moto color oro metallizzato (credo che fosse una Hornet) per terra con il liquidi che colavano ai lati della strada e pezzi sparsi dappertutto… e due caschi per terra.
Mi sono tremate le gambe… cercavo di capire .
Mi aspettavo, sinceramente, di scorgere il corpo dei motociclisti in chissà quali condizioni.
Ma per fortuna nulla di tutto questo… i due motociclisti erano li all’ombra di un albero che telefonavano…
Avevano le facce pallide ed i giubbotti tutti impolverati e strappati ma stavano bene!!!
Quello con la moto a terra lamentava una botta al ginocchio ma in effetti non si erano fatti veramente niente!!!
Incredibile!!!
Non ho chiesto com’era successo e non ho giudicato la dinamica, non sapendola.
Gli ho solo chiesto se avessero bisogno di qualcosa e di una mano visto quello che gli era accaduto e scambiando due parole gli ho detto di come fossero stati veramente fortunati... due miracolati.
Mi hanno sorriso.. e ringraziandomi per l’interessamento mi hanno confermato che, effettivamente, stavano bene

Vi ho voluto raccontare questo perché basta poco per farci male.
Ci sentiamo invincibili nelle nostre armature di pelle e protetti dai nostri caschi ipertecnologici ma siamo umani e come tali vulnerabili...
Spero di non avervi annoiato con queste mie poche parole.