Tutti noi, almeno una volta nella vita, ci siamo ritrovati a confrontarci con qualcuno, o qualcosa...
Ma in quanti di noi hanno veramente imparato da quest'esperienza?
Scrivo queste righe perché, sono rimasto un po' deluso da alcuni "cari fratelli motociclisti".
Quando leggo in internet Motociclisti strana meravigliosa gente... spesso sorrido.
Meravigliosa gente? non credo sia meravigliosa, almeno credo che tante persone siano straordinarie, ma lo siano anche quando poggiano entrambi i piedi in terra, e non solo sulle pedane.
Altre invece, sono solo un danno verso la nostra persona e lungo la nostra strada....
Spesso e volentieri durante i miei giri riesco a percepire strane sensazioni di sfida quando incontro qualche motociclista, capita che il soggetto di fronte a me resosi conto di avere qualcuno dietro deceleri, per poi allungare il passo in tono di competizione. Perché?
Perché sono stupidi? non credo che tutte le persone che amino la sfida siano stupide...
Perché si credono superiori? probabile, ma questo non è detto...
Riflettendo, capisco che la moto per molti non è adatta... o almeno non è vissuta nella maniera corretta, l'autostima flette o cresce a seconda dell'angolo di piega... l'orgoglio ne risente se l'inserimento in curva non è veloce... e la gloria s'innalza appena ci si accorge di essere bravi, o almeno più bravi di qualcuno.
Questo è giusto?
C'era un detto, che diceva: non devi correre più forte del cane dietro di te, l'importante e che tu corra più forte del tuo amico....
Questa è l'essenza del mio pensiero, della mia riflessione.
Sto arrivando addirittura a credere che la moto, e il suo mondo sia per la maggior parte formato da questo tipo di gente, e purtroppo sento di cominciare a far parte di quelle persone che a seconda della bravura nella guida modifichino il proprio ego da centauro...
Con questo non voglio scaricare la colpa su qualcuno, o su tutta una categoria, io sono il fautore del mio destino, ed il manager delle mie sensazioni... ma purtroppo mi è mancato un insegnante. Un vero motociclista.
Oppure mi è mancato qualche amico vero in sella a fianco a me su un altro destriero d'acciaio, di quelle persone che sono del tuo stesso sangue, della tua famiglia da una vita, persone che apprezzi non per il loro modo di andare in moto ma per la loro anima.
Ritrovarsi a fare scampagnate con persone che non sono tue amiche nel bene e nel male, ma lo sono solo perché condividete una passione, non credo sia così salutare.... Proprio per le cause che ho citato sopra.
Per questo spesso e volentieri preferisco girare la chiave, schiacciare lo start e partire solo... senza patemi, senza dover "dimostrare" qualcosa a qualcuno... e in questo momento sto parlando sinceramente, non faccio l'ipocrita.. spesso quando si è in gruppo la voglia di dominare su qualcuno prende il sopravvento. E' l'istinto umano. Ma il rischio, l'imprevisto è sempre dietro la curva pronto a coglierti di sorpresa... e a farti male.
E giusto tutto questo?
Molti di voi mi diranno: "cambia amici" oppure "cambia modo di vedere le cose"... ma qui non si tratta di cambiare qualcosa... o forse sì... ma credo che l'unica cosa che possa veramente cambiare le cose, sia l'istruzione, la compagnia di qualcuno esperto, la protezione di centauri navigati e la filosofia che ti possono infondere.
Perché se sei tranquillo, sei anche più veloce.
Detto questo, vorrei fare un appello a tutti quei motociclisti esperti... a tutte quelle persone che della moto ne hanno fatto una filosofia... una strada di vita, una storia...
Quando incontrate ragazzi giovani o inesperti, fermi sui passi, o quando vi ritrovate a fare della strada con loro, fermatevi a fare due chiacchiere...aiutateli, consigliateli....
Voi sapete riconoscere un esperto da un dilettante che si crede professionista...
Tendete la vostra mano perché è importante, anche se loro non la chiedono per orgoglio o per paura, saranno lieti di ricevere consigli e di assorbire quella tranquillità di chi non deve dimostrare niente a nessuno perché per lui l'unica cosa che conta e sentire il vento in faccia e il piacere nel piegare.
Se siamo una grande famiglia, abbiamo bisogno di tanti Papà.
E anche qualche mamma non guasterebbe...
