
L'occasione mi si è presentata durante lo svolgimento del primo raduno Tinga marchiato Campania di cui ho fatto orgogliosamente parte dello staff organizzativo.
La moto è di un altro membro dello staff (grazie ancora Massimo), domenica mattina, sommessamente e timidamente gli chiedo se me la presta per un giro, per provare l'ebbrezza Ducati, per realizzare un desiderio della mia zavorrina che da sempre sogna un Monster tutto suo ma mai c'era salita.
Massimo mi porge le chiavi, senza batter ciglio, l'adrenalina e l'ansia salgono, non sono tipo che chiede moto in prestito, ma quel Monster meritava!
Dopo aver smontato il monoposto e le solite raccomandazioni, montati in sella, accendo, parte sommessamente, silenziosa e lenta, stacco di frizione... si spegne! Ecco, prima figura davanti a tutti i partecipanti! Riaccendo, riesco a partire, si va...
Il percorso scelto per la prova è una strada di montagna da poco asfaltata, ricca di curve di ogni tipo, dai curvoni veloci, ai tornanti lenti con bruschi cambi di direzione.
Impressioni a freddo, la posizione di guida è strana, si è sdraiati come su di una sportiva, ma si ha pieno controllo grazie al manubrione, le pedane, anche per me che sono "diversamente alto" forse sono un po' troppo avanzate e rialzate, il serbatoio fa un certa impressione, lungo e largo, ma dalla forma decisamente accogliente per le gambe.
I primi due km sono un po' traumatici, venendo da una 4 cilindri jap ho bisogno di un po' di assestamento e devo resettare la mente, il polso e il piede sinistro sull'opzione "mille bicilindrico" ed in questo il mio passato con la Tuono fortunatamente mi aiuta parecchio.
Prime curve, entra in curva con una facilità impressionante, basta impostare una traiettoria, osservare il punto in cui si vuole essere all'interno della curva e ci si ritrova esattamente lì dopo pochi istanti, solo le pedane danno un po' fastidio, soprattutto la destra, non riuscivo a guidare col tallone alto.
Ad ogni curva la confidenza aumenta, Simona si tiene sicura con le mani sul serbatoio, provo ad osare un po' di più, ad andare oltre, l'allungo è tipico di una bicilindrica, mura a circa 10mila giri, ma si sente poco, già a 8mila vine voglia di cambiare marcia senza voler cercare quasi il limitatore, ad ogni curva l'asfalto è sempre più vicino, avessi avuto la tuta complice anche la posizione delle pedane, il baricentro e la sella decisamente bassi sarei di certo arrivato col ginocchio a terra, ma essendo in jeans... meglio tenerlo aderente alla moto!
La strada è fatta di molti saliscendi, qualche breve rettilineo e un rapido susseguirsi di curve di ogni angolazione, l'ideale per provare le doti dinamiche di un mostro del genere, il motore è brusco, cattivo, rabbioso, ti fionda fuori dalle curve con una facilità estrema, l'anteriore si alleggerisce ma sempre di poco, il controllo è estremo, l'ingresso nelle curve lente è un po' problematico a causa della mancanza di una frizione antisaltellamento che fa si che ad ogni scalata si inneschi il bloccaggio del posteriore e conseguente scenica ma poco redditizia lieve derapata.
Nei tornanti è precisissima, forse un po' pesante nell'impostazione della curva, la posizione di guida l'angolo di sterzata ridotto aiutano poco nell'impostazione corretta della traiettoria, ma non si può volere tutto no? In compenso nei curvoni è una lama e nei cambi di direzione veloci è di una leggerezza che non ti aspetti.
Il sound benché fosse tutta originale, è avvolgente, corposo, suadente, la frizione a secco è la semplice solita ciliegina, ma che goduria sentirla "scampanellare" nei momenti in cui si è a frizione tirata, il rombo Ducati è inconfondibile, tutti si girano a guardarti e aiuta anche nelle strade di montagna, i soliti ciclisti che vanno in giro in gruppo ti sentono arrivare da almeno un km e hanno tutto il tempo per mettersi in fila indiana!
Il mio giro è stato di circa 30 km andata e ritorno per una strada di montagna, innamorato del marchio mi innamoro sempre più delle moto ad ogni prova.

Simona è scesa col sorriso a 45.297.615 denti, il suo sogno dopo un semplice giro che l'ha reso un po' più reale ora è più vivo e forte che mai. Certo non prenderà subito una s4r, decisamente troppo per una neofita, ma ad un Mostrillo 900 penso ci si possa orientare, visto che il classico 620 non fa tintintintintintintintintintintintintintin!
Lasciato il Monster al suo legittimo compagno di strada ho lanciato un'occhiatina alla mia Fazerina, tutta imbardata, con bauletto, borse, cupolino touring... per ora è lei la moto che fa per me. Non sarà adrenalinica come un S4R, non avrà il fascino Ducati, il suo rombo, la sua storia, ma mi porta ovunque, comodamente senza mai dir di no.
Magari un giorno, chissà... Avrò il mio Monster in garage, oppure mi basterà chiedere alla mia ragazza se mi lascia la sua moto per un giro.