Avevo smarrito quella insana voglia che al primo spiraglio di sole ti accende quella scintilla che anima tutto il resto del tuo corpo mandandolo in fibrillazione, avevo smarrito quella smania di evadere da tutti quei piccoli grandi problemi che attanagliano la vita giornaliera di ognuno di noi e che spariscono con la semplice rotazione di un meccanismo tanto vecchio e semplice quanto attuale… l’acceleratore.
A volte la mente umana e strana e i nostri desideri si cibano di ciò che va per la maggiore,di ciò che gli altri inseguono senza curarci, sottolineo a volte, di quello che realmente vorremmo e che effettivamente ci serve in quel preciso istante.
E quindi siam li a rincorrere desideri ardimentosi, cavalli di razza che vorremmo dominare anche se non siamo i re Artù della tavola rotonda,e l’ego di possedere un qualche cosa di mediamente inavvicinabile e pericoloso annichilisce quelle che sono le virtù di un mondo fatato fatto di due ruote ,un motore allegro e il sapore ineguagliabile del vento sulla faccia sinonimo di libertà.
Ne ho cambiati tanti di questi strani aggeggi, qualche leggenda dice che addirittura abbia superato le 60 unità possedute, a dire il vero affermo sempre con certezza che ricordo distintamente le principali caratteristiche di ognuna di loro eppure guardandomi dentro spesso mi accorgo che seppur sulla carta diverse , alla fine le accomuna la stessa concezione di perfezionamento certosino finalizzato alla massima prestazione in pista, anche se il più delle volte la maggior parte di noi al massimo ci farà un viaggio, più o meno lungo 300 km, e delle uscite domenicali con gli amici di sempre e nelle migliori delle ipotesi saranno pure impegnate in sporadiche uscite in pista viste come un sogno semi irrealizzabile visto il costo oneroso di queste ultime.
Oggi chi e fortunato e riesce a sfogare la sua passione in pista fa parte di una categoria “eletta” ma ci sono quelli che continuano con riti scaramantici, vista la notevole distrazione dei nostri cugini a quattro ruote, con rituale dedizione ad usare le loro beneamate nella cara vecchia strada e sul passo montano preferito o per un bel gelato con la morosa dei sogni o per una scorrazzata serale nelle calde e afose sere d’estate…
Bhe io non ero nulla di tutto questo, vivevo a metà tra un ex mondo fatto di nastro asfaltato chiuso e di piccoli grandi successi personali e stra-personali, e tra quel mondo che in realtà non mi appartiene da sempre fatto di uscite tranquille senza la smania forsennata di alimentare quella insana tendenza alla competizione che questo a volte diabolico mezzo scatena in ognuno di noi… vivevo di rado delle belle uscite in coppia che mal capivo visto la mia tendenza effimera ad un mondo fatto di cronometri, di velocità folli e di competizioni, pericolosissime, su strada aperte al traffico che mi allontanavano irrimediabilmente dalla bellezza semplice e spensierata della moto.
Quasi per caso dietro l’ennesimo affare piegato dietro il volere del denaro che comanda irrimediabilmente tutti i nostri desideri o quasi, mi sono ritrovato tra le mani una piccola e innocua motina, capitata li quasi per caso in quel garage che ospitava da sempre cavalli inferociti che uscivano di rado, spesso solo di domenica, pertanto figli di una falsa passione fatta più che da nobili virtù di spensieratezza, di insana predilezione al più completo in controllo, dato forse dalla eccessiva permanenza dietro le sbarre di una saracinesca, una motina dicevamo blu… di appena 75 cavalli con delle sospensioni appena sufficienti, se paragonate al resto delle sue progenitrici di quel piccolo mondo, con un colore elettrico e sfacciato ma con un peso quasi irrilevante con delle gommine piccole cosi e con un motore tanto longevo quanto grintoso al punto giusto da saziare anche il palato più fine di illustri smanettoni.
Bhe questa piccola mi ha ridato in parte questa voglia di evadere, e gli dedico questo mio piccolo ritaglio di vita, e anche se resterà poco in questo mio mondo fatto di idee strambe e spesso poco condivisibili, volevo dirvi che a volte basta davvero poco per ritrovare il sano piacere di andare in moto, continuo ad uscire anche se ci sono fuori 12 gradi… continuo ad uscire anche se l’asfalto e bagnato… continuo ad uscire anche se mi fischiano le orecchie dal borbottio ingrugnito di quello scarico che fa ululare anche gli asini (parlare di cavalli mi sembra eccessivo)… continuo ad uscire perché a volte meno ti aspetti da una cosa e lei più ti da... ecco forse dimenticherò gran parte delle caratteristiche di belve memorabili che hanno cavalcato le mie fortunate terga ma questa qui no… è e sarà difficile dimenticarla... e come un cane fedele… gli dai poco e ti regala tanto… bhe lei è proprio così si accontenta addirittura di pochi euro di benzina ma ti ripaga con un divertimento fatto di derapate, guida sopraffina e agilità che ti portano ad un divertimento superlativo che non provavo da un po insieme alla mia fida mano destra….
Piccoli questo pensiero è tutto per te… ed è passione vera
n.b.l’ho scritto ma chi nasce tondo non morirà mai quadro… e seppur a malincuore e stata venduta in pochi giorni tanto era bella… e per non smentirmi mai ricado nel mio oblio delle stesse ridondanti abitudini… tanto per non sbagliare mai almeno a garanzia di quei pochi attimi di vera adrenalina do il benvenuto all’ennesima verdona nel mio garage stalliera.
La piccolina...
